Fukushima: TEPCO ha volutamente ritardato il raffreddamento

Un’inquietante notizia arriva dal disastro nucleare Giapponese, precisamente dalla centrale di Fukushima colpita dal forte tsunami di qualche giorno fa. Non solo le operazioni di messa in sicurezza della zona paiono essere disperate, con la conseguente contaminazione di alimenti e acqua, ma pare che l’intervento sia stato volutamente ritardato da TEPCO.

A rivelarlo è il The Wall Street Journal: la testata riporta allarmata le scioccanti modalità d’azione di TEPCO e del governo giapponese, poco interessati alla salute dei cittadini e unicamente guidati da interessi di tipo economico. Pare, infatti, che i tecnici abbiano esitato un’intera giornata prima di procedere al raffreddamento dei reattori con acqua di mare, in modo da preservare l’utilizzo futuro della centrale.

È la mattinata del 12 marzo quando si avanza l’ipotesi di utilizzare acqua marina per evitare la fusione delle barre radioattive. Gli addetti sono pronti a entrare in azione, ma i piani alti di TEPCO bloccano tutto fino a tarda sera, per cercare una soluzione economicamente più vantaggiosa. L’utilizzo di una fonte di acqua esterna, oltretutto salata come quella di mare, esclude infatti la possibilità di sfruttamento della centrale nei prossimi anni.

A confermalo è Akira Omoto, ex dirigente di TEPCO e membro della Japan Atomic Energy Commission:

Questo disastro è per il 60% umano. È fallita una risposta repentina. TEPCO ha perso una moneta da 100 yen nel tentativo di raccogliere da terra una da 10.

Le notizie scioccanti, tuttavia, non si esauriscono qui. Pare, infatti, che TEPCO abbia disattivato il sistema di raffreddamento ancora prima dell’impatto con lo tsunami, negli attimi immediatamente successivi al terremoto. A sostenerlo è Kazuma Yokota, un ispettore di sicurezza della Japan’s Nuclear and Industrial Safety Agency. Secondo le dichiarazioni dell’uomo, a 15 minuti dalla prima scossa l’impianto elettrico di tutto il complesso della centrale di Fukushima sarebbe stato disattivato, prima dello scontro con l’onda anomala. Anche in questo caso, la motivazione sarebbe la necessità di preservare l’impianto per futuri utilizzi.

La popolazione nipponica è ora agghiacciata dal rischio nucleare. Le radiazioni hanno infatti raggiunto la capitale Tokyo, dove l’acqua corrente dei rubinetti pare essere pregna di elementi nocivi per la salute. I vegetali e il latte prodotto nelle zone di Fukushima, inoltre, sarebbero già stati distribuiti in tutto il Paese, tanto che l’OMS stamattina ha parlato di un grave pericolo contaminazione. Il fatto che questa tragedia sia stata generata dalla deliberata imperizia di chi avrebbe dovuto pensare alla sicurezza dei cittadini in primis, senza farsi guidare da interessi di mercato, non solo sciocca, ma ben indica le potenzialità dannose dell’energia nucleare. Una risorsa non rinnovabile e in esaurimento che, per forza di cose, è soggetta a forti interessi economici e alla rigide regole di mercato e, non ultimo, alla follia di spietati speculatori.

21 marzo 2011
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