La vicenda che ha coinvolto Fukushima e la sua centrale nucleare in seguito al terremoto che ha colpito il Giappone nel marzo del 2011 e allo spaventoso tsunami che ne è conseguito, non è ancora finita. Alcuni dei reattori sono arrivati alla fusione e l’acqua di raffreddamento che fuoriesce dalla centrale, continua a contaminare l’Oceano Pacifico.

Sarà affidato a Hitachi e alla sua affiliata nucleare Hitachi-GE Nuclear Energy il compito di controllare la situazione all’interno di uno dei tre reattori arrivati alla fusione durante il disastro di Fukushima, precisamente il numero 1, in cui simulazioni al computer hanno indicato la fusione di tutte le barre di combustibile cadute sul fondo della camera di contenimento.

Alle due aziende è stata commissionata da parte della Tokyo Electric Power Co. (TEPCO), che gestisce l’impianto, la realizzazione di un serpente robot telecomandato, simile a un fibroscopio, che entrerà nel reattore e prenderà immagini e livelli di temperatura e radiazioni da trasmettere poi ad una stazione di controllo esterna.

L’inizio dell’operazione è prevista per aprile. Il serpente è lungo 60 cm e dovrà entrare, attraverso un tubo di 10 cm, all’interno del recipiente di contenimento, poi scenderà su una piattaforma appena sotto il fondo del nocciolo del reattore, in un’area chiamata “piedistallo”. In questa posizione prenderà una forma ad U che gli consentirà di registrare i dati necessari. Come ha riferito l’ingegnere di Hitachi-GE Yoshitomo Takahashi:

A seconda della quantità di dati che potremo raccogliere da questa zona, credo che (la sonda) ci darà una visione più chiara per il futuro smantellamento.

Le informazioni servono infatti alla TEPCO per fare previsioni sulla riparazione delle camere danneggiate, in modo da poter essere riempite d’acqua in attesa della rimozione delle scorie radioattive fuse, operazione che è previsto si svolgerà in circa dieci anni.

Dopo l’utilizzo il robot sarà altamente radioattivo e verrà chiuso in una scatola schermata e mai più utilizzato. Se ne costruiranno altri per gli altri reattori.

Un esperimento simile era stato fatto anche nel 2012, ma le immagini registrate erano state di scarsa qualità, mentre è prevista in futuro la realizzazione anche di un modello di robot anfibio che possa penetrare nelle zone di raffreddamento.

9 febbraio 2015
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