Ormai è ufficiale, il Giappone non ha ancora realmente abbandonato il nucleare. Anzi, appena ieri (ore 11 locali) ha riaperto il primo reattore dopo l’incidente di Fukushima. Una ripartenza a regime crescente, che raggiungerà il 100% del potenziale nell’arco della giornata di oggi.

Molti sono ancora i dubbi e le perplessità, soprattutto perché i controlli, con le relative autorizzazioni richieste dopo lo tsunami di marzo, sarebbero ancora incompleti o non adeguati. Progressivamente chiuse per i normali controlli periodici, per la diffidenza della popolazione nei confronti dell’atomica nessuna centrale aveva, prima d’ora, ricevuto il via libera alla ripresa dell’attività di produzione energetica.

I reattori che al momento sono impegnati nella generazione di elettricità in Giappone sono scesi a 10 su 54, una diminuzione considerevole che ha spinto il Governo di Tokyo a chiedere alle imprese di ridurre almeno del 15% i propri consumi. Ora la strategia appare mutata e dovranno essere riattivati due reattori della centrale di Genkai, nella Prefettura di Saga.

Nello stesso impianto di Genkai risale a circa un mese fa lo spegnimento di un terzo reattore, provocato da un non troppo chiaro incidente che ha causato lo spegnimento di una turbina. Anche per questo motivo il Governatore della Prefettura di Saga, Yasushi Furukawa, aveva tentennato di fronte all’ipotesi di riattivazione. Nelle scorse ore ha invece dichiarato alla stampa:

Se il Governo centrale garantisce sui controlli avvenuti agli impianti, non possiamo che dare il nostro via libera.

Critica la posizione di Greenpeace, che dal suo responsabile in Giappone, Junichi Sato, fa sapere come:

In seguito al grande terremoto Oriente il Giappone e la fusione tripla a Fukushima Daiichi, è impensabile il riavvio per un impianto nucleare prima che siano ultimati dei controlli di sicurezza adeguati e venga consultata la popolazione.

Le preoccupazioni sembrano inoltre trarre nuova linfa vitale dai recentissimi sviluppi del processo di messa in sicurezza della centrale nucleare di Fukushima Daiichi. Dalle rilevazioni condotte nelle ultime ore si sarebbe sprigionato dal reattore numero due gas xenon, normalmente presente in caso di fissione nucleare.

É immediatamente scattata la procedura di controllo, che prevede l’introduzione di acido borico nel reattore per monitorare un’eventuale reazione atomica. Al momento l’esito sembra negativo e i tecnici hanno dichiarato di procedere con l’arresto a freddo come previsto, con la temperatura all’interno dell’impianto già scesa al di sotto dei cento gradi. Seguiranno ulteriori controlli nei prossimi giorni per assicurarsi dell’inesistenza di rischio fissione incontrollata.

Fonti:

2 novembre 2011
In questa pagina si parla di:
I vostri commenti
Claudia, mercoledì 2 novembre 2011 alle10:55 ha scritto: rispondi »

Di solito si dice che "sbagliando s'impara", ma il Giappone tornando sui suoi passi dimostra al mondo che non ha capito nulla continuando ad optare per la scelta nucleare! Spero per loro che non accadano più disatri come quello di Fukushima, ma chi assicura alla popolazione che un incidente di simile calibro non possa verificarsi nuovamente in futuro?

Lascia un commento