Torna, in Giappone, l’allarme nucleare per la centrale danneggiata dal terremoto-tsunami della scorsa primavera. In 34 punti di sei comuni della prefettura di Fukushima, la concentrazione di Cesio radioattivo avrebbe raggiunto valori superiori a quelli che nel 1986 determinarono le evacuazioni forzate nell’area di Chernobyl.

Secondo le rivelazioni del quotidiano giapponese Yomiuri Shimbun, infatti, nei sei centri interessati (Okumamachi, Futabamachi, Namiemachi, Tomiokamachi, Iitatemura e Minami-Soma) sarebbero stati rilevati più di 1,48 milioni di Becquerel per metro quadro di Cesio 137, il livello che fu scelto come soglia per l’evacuazione nella crisi nucleare ucraina.

I dati derivano dalle rilevazioni condotte dal Ministero della Scienza nipponico, che ha esaminato il grado di contaminazione del suolo in un’area di una ventina di chilometri intorno alla centrale di Fukushima, analizzando la radioattività in circa 2.200 punti. Tutti i comuni interessati dal fenomeno, quindi, si trovano nella zona off-limits intorno al reattore danneggiato, estesa appunto 20 chilometri.

La previsione azzardata nei giorni scorsi dal premier uscente Naoto Kan, a questo punto, sembra essere sempre più credibile. Visitando proprio la prefettura di Fukushima, Kan ha ammesso la possibilità che i residenti di alcune aree non possano rientrare nelle proprie case “ancora per molto tempo”.

Meno allarmisti, come è successo spesso in questi mesi di crisi, i toni della Tepco, la società che gestisce la centrale, secondo la quale non ci sarebbe alcuna relazione tra questi livelli di radioattività e la morte, avvenuta nei giorni scorsi, di uno degli operai impiegati nelle operazioni di messa in sicurezza dell’impianto, deceduto per una leucemia acuta.

Greenpeace, intanto, ha chiesto al nuovo premier Yoshihiko Noda di rimandare l’apertura delle scuole nella città di Fukushima, prevista per il 1 settembre. Secondo i rilievi effettuati dall’associazione ambientalista, infatti, i tassi di radioattività sarebbero oltre 15 volte superiori agli standard di sicurezza internazionali.

31 agosto 2011
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