A quasi un anno dal disastro nucleare di Fukushima la situazione della centrale Tepco di Daiichi non è affatto stabile. Nonostante l’azienda e il governo giapponese abbiano già dichiarato che l’area intorno all’impianto è sufficientemente sicura da permettere il rientro degli sfollati, continuano a verificarsi preoccupanti fughe radioattive.

L’ultima è avvenuta ieri: più di otto tonnellate di acqua radioattiva sono uscite dal reattore danneggiato numero 4 ma, dice Tepco, neanche una goccia è arrivata fuori dall’edificio della centrale nucleare perché l’acqua è finita in un canale di drenaggio che porta a un deposito all’interno dell’impianto. Sempre secondo Tepco, poi, l’acqua conteneva solo un livello minimo di radiazioni rispetto all’enorme quantità di acqua utilizzata durante l’emergenza nucleare per raffreddare i reattori.

Acqua che, al momento, è ancora in fase di trattamento dentro l’impianto per far scendere le radiazioni accumulate. Altre perdite, di minor portata, erano avvenute anche la settimana scorsa dimostrando che la centrale è ancora lontanissima dalla stabilizzazione. Resta, in ogni caso, il solito problema della trasparenza dell’informazione su cosa stia succedendo dentro la centrale di Fukushima Daiichi. Kenji Sumita, professore alla Osaka University, sminuisce i fatti:

Non vorrei dire che si tratta di uno sviluppo positivo della situazione. Ma non è qualcosa che andrà ad aumentare i problemi alla sicurezza in altre centrali nucleari. Se non fosse stato per il disastro di Fukushima, un incidente come questo non sarebbe stato comunicato

Ecco il punto: se oggi abbiamo tutte queste informazioni sui numerosissimi incidenti, piccoli o grandi, nelle centrali nucleari giapponesi e non solo dobbiamo “dire grazie” al disastro di Fukushima che ha messo in allarme mezzo mondo. Altrimenti, come dice lo stesso professor Sumita, non verremmo neanche informati di una fuoriuscita da otto tonnellate di acqua radioattiva.

2 febbraio 2012
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