Fukushima non è bastata: Giappone riapre al nucleare con premier Abe

Risvolto amaro per i movimenti ambientalisti dopo le elezioni in Giappone che hanno visto la vittoria di Shinzo Abe sul leader uscente Yoshihiko Noda del Partito Democratico: tra i punti in programma del nuovo primo ministro c’è un ritorno deciso al nucleare.

Dopo Fukushima in Giappone si è sviluppato un forte sentimento anti-nuclearista, chiaramente spinto dalla portata del disastro e dalle conseguenze a breve e a medio termine che esso sta determinando. Un intero Paese è rimasto paralizzato dalla necessità di rimettere in sicurezza le proprie centrali, senza fonti alternative pronte; senza contare il danno ecologico e sanitario. Eppure, i movimenti e i partiti più vicini a tali posizioni non sono riusciti a capitalizzare questa spinta popolare, non individuando evidentemente un piano energetico convincente.

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Sia come sia – nella vittoria di Abe possono avere svolto un ruolo importante anche altri temi – il ritorno al nucleare con questa affermazione elettorale sembra ormai solo questione di tempo. Durante la campagna elettorale il neo-Presidente ha attaccato tutte le decisioni politiche del Governo uscente e la questione dell’energia atomica è stata una dei punti forti della critica: la decisione di fare a meno di tale forma energetica sarebbe stata da irresponsabili.

Sulle forme con cui il nuovo Governo gestirà il ritorno al nucleare è ancora presto per parlare, ma già in queste ore i titoli delle maggiori aziende del settore energetico nipponico hanno registrato impennate importanti negli scambi, segno che i mercati danno ormai per certo che il Paese del Sol Levante tornerà a scommettere (è il verbo più adatto, visti i pericoli) sul nucleare. Sempre che la società civile lasci davvero via libera alle decisioni dell’Esecutivo.

18 dicembre 2012
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I vostri commenti
Grafite660, mercoledì 19 dicembre 2012 alle23:28 ha scritto: rispondi »

La "società civile" tanto cara all'articolista ha consegnato a Abe e alleati i due terzi della camera bassa. La volontà dei Giapponesi di affidarsi al nucleare non mi pare dimostri alcuna incertezza: sono le urne che parlano in democrazia, non le piazze. D'altra parte in un paese senza altre risorse energetiche e che evidentemente non si è ancora arreso al declino dell'industrializzazione come l'Italia, non ci sono alternative. 

Mario Oz, mercoledì 19 dicembre 2012 alle16:42 ha scritto: rispondi »

Irresponsabile mi sembra il signor Abe. Ma l'ostinazione, oltre al formalismo, è un tratto molto molto nipponico, per cui non mi sorprende che oltre a qualche manifestazione in pazza con le mascherine sul viso, non mi aspetterei altro... tsunami a parte.

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