Il Giappone spenderà quasi 500 milioni di dollari per risolvere la radioattività delle acque di Fukushima. Il progetto prevede la realizzazione di un “muro di ghiaccio” sotto il livello del mare che cinga i 4 reattori proteggendo le acque oceaniche dall’inquinamento radioattivo.

Il muro di ghiaccio servirà da contenimento per i milioni di metri cubi di acque radioattive (comprese quelle utilizzate per il raffreddamento della centrale) generate a partire dal disastro nucleare causato dallo tsunami. Dei 472 milioni di dollari effettivi (circa 360 milioni di euro) previsti per l’operazione ben 320 mln verranno impiegati per la costruzione del muro sotterraneo, della lunghezza stimata di 1,4 km. Misure straordinarie che secondo i rapporti sarebbero tuttavia sperimentali, una procedura definita “non testata e costosa”.

La vicenda di Fukushima comincia inoltre a diventare piuttosto scomoda per il governo di Tokyo, impegnato a cercare di ottenere per la sua capitale i Giochi Olimpici del 2020 (in lizza anche Istanbul e Madrid). La decisione arriverà nei prossimi giorni e i proclami nipponici sembrano avere un po’ il sapore della propaganda. Resta in ogni caso la necessità di arginare una criticità che non accenna a svanire, un problema la cui risoluzione è vista dallo stesso Primo Ministro Shinzo Abe come ormai fuori dalle possibilità offerte dalla sola TEPCO.

A dimostrazione gli avvenimenti risalenti a circa un mese fa, quando TEPCO ha confermato con forte ritardo la miscelazione delle acque destinate al raffreddamento con quelle sotterranee. Una contaminazione che proseguirebbe a un volume di 300 tonnellate al giorno. Poca chiarezza anche sui danneggiamenti che hanno interessato alcuni serbatoi di stoccaggio. Si è parlato di una grave falla e di ridotti quantitativi di acqua contaminata messa in circolo.

Risale ad appena la scorsa settimana la notizia di un’intensità radioattiva di 1.800 millisievert all’ora in prossimità di un carro armato, livelli giudicati tali da uccidere un uomo in circa 4 ore. Rischio minimizzato però dalle autorità giapponesi, che assicurano come si tratti di radiazioni a corto raggio e di facile schermatura.

Rassicurazioni in tal senso offerte anche da Tsunekazu Takeda, funzionario per i giochi olimpici giapponesi, nelle dichiarazioni rese ad AFP e nelle quali si augura che tali preoccupazioni non pregiudichino le chance di successo per la candidatura di Tokyo:

Non vi è alcun rischio da Fukushima. La vita giorno per giorno a Tokyo continua normalmente per i suoi 35 milioni di persone.

La qualità dell’aria e dell’acqua è nei livelli di sicurezza. Inoltre i dati mostrano che il livello di radiazione è la stessa di molte città come Parigi, Londra e New York. Il nostro obiettivo principale è quello di fornire dei Giochi di grande spettacolo e sicuri.

3 settembre 2013
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Lascia un commento