A Fukushima il pericolo radiazioni è ancora troppo alto secondo Greenpeace. L’associazione ambientalista ha effettuato misurazioni sistematiche nel territorio denunciando l’inadeguatezza delle stazioni di rilevamento governative e più in generale delle attività di decontaminazione dell’area.

I valori in merito alla contaminazione dei territori della provincia di Fukushima risulterebbero alterati secondo Greenpeace, le cui misurazioni sono risultate più alte rispetto a quelle governative nel 75% dei casi. Preoccupata dagli effetti che eventuali dati sottostimanti possano avere sul senso di sicurezza dei giapponesi Rianne Teule, esperto di radiazioni di Greenpeace International:

Le stazioni di monitoraggio ufficiali sono collocate in aree che le autorità hanno già decontaminato, ma dal nostro monitoraggio risulta che a pochi passi di distanza i livelli delle radiazioni crescono in modo significativo. Temiamo che queste stazioni diano ai cittadini un falso senso di sicurezza.

Secondo quanto registrato dagli esperti di Greenpeace in Giappone le radiazioni mostrano livelli fino a 5 microsievert all’ora (μSv/h) in una zona residenziale del villaggio di Kusano e con punte di addirittura 13 μSv/h in una fabbrica autorizzata a riprendere la normale attività. Cifre che preoccupano l’associazione, specialmente se confrontate con i valori precedenti all’incidente del marzo 2011 (0,07 μSv/h) e soprattutto in relazione al limite internazionale stabilito di 1 millisievert annuo.

L’associazione torna a chiedere al governo nipponico un maggiore impegno nella bonifica delle aree interessate dal disastro, soprattutto in relazione ad un loro possibile ripopolamento. Sottolinea il caso di Iitate Kazue Suzuki, responsabile della Campagna nucleare di Greenpeace Giappone:

Le persone non possono tornare alla normalità a Iitate se le loro case, le imprese o aziende sono contaminate. Una casa o un ufficio possono essere stati ripuliti, ma è molto improbabile che l’intera area sia stata resa priva dei rischi di irraggiamento per i prossimi anni, il che rende molto difficile ricostruire una vita normale delle comunità.

23 ottobre 2012
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I vostri commenti
Argo, martedì 3 settembre 2013 alle12:08 ha scritto: rispondi »

Sembra quasi che dicano che con pulitina alle polveri radioattive ed tutto ok! Peccato che ci vogliono 1-2 secoli per tornare alla normalità e che il pericolo alla centrale nucleare è ancora in corso. I danni alla natura e agl'uomini è incalcolabile...

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