Il governo giapponese ha dichiarato di aver raggiunto lo stato di “arresto a freddo” per la centrale nucleare Tepco di Fukushima, semidistrutta dal terremoto e dallo tsunami dell’undici marzo. Secondo il neo premier Yoshihiko Noda, che ha parlato alla tv pubblica Nhk, a lungo è stata una delle fonti principali di notizie sul disastro nucleare di Fukushima, adesso è possibile preparare il decommissioning della centrale. Cioè lo smantellamento in sicurezza:

Possiamo dire che la situazione è stabile. La crisi nucleare non è ancora finita, ma con l’arresto a freddo è stato fatto un grande passo in avanti e si è aperta una nuova fase.

Con il termine di “arresto a freddo” si intende la stabilizzazione dei reattori ad una temperatura sotto i 100 gradi centigradi. Il che diminuisce le emissioni radioattive dell’impianto e permette di lavorare sui reattori stessi, parzialmente fusi durante le fasi più critiche dei mesi scorsi. Significa anche che almeno alcuni degli oltre 80 mila abitanti della prefettura di Fukushima, evacuati forse con troppo ritardo, potranno ora tornare a casa.

Tutto risolto, quindi? No di certo: alcune fonti dicono che la distanza minima dalla centrale per i residenti resta ancora alta: 12 chilometri. Lo stesso Noda, poi, annuncia che la fase di smantellamento definitivo della centrale sarà lungo e difficile e che sarà necessario mantenere delle “no entry zones” per facilitare la decontaminazione. Sempre secondo Noda saranno anche necessari dei depositi temporanei per lo stoccaggio dei detriti della centrale, altamente contaminati.

16 dicembre 2011
Fonte:
NHK
Lascia un commento