Greenpeace accusa il Giappone di violare i diritti umani delle vittime del disastro di Fukushima. Il Governo di Tokyo intenderebbe permettere il rientro della popolazione nelle zone colpite, andando contro di fatto alle stesse leggi nipponiche e a “numerosi trattati internazionali sui diritti umani”.

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Diverse sono state le violazioni ai danni di soggetti sensibili quali donne e bambini di Fukushima secondo Greenpeace, che sottolinea come siano risultati in questi sei anni:

I soggetti più a rischio oltre che sul piano della salute, su quello del rispetto dei diritti umani. Violenze, mancanza di cura e condizioni economiche svantaggiate hanno colpito di più proprio le donne e i bambini tra gli sfollati dal disastro nucleare del 2011.

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Serve un intervento immediato secondo Greenpeace Giappone e Human Rights Now, che chiedono al governo il rispetto (in virtù dell’adesione giapponese a tali documenti) di quanto previsto in diversi trattati sui diritti umani: sulla base di tali sottoscrizioni l’esecutivo nipponico è tenuto alla protezione del diritto dei propri cittadini “al più elevato livello possibile di salute fisica e mentale”.

Greenpeace cita nello specifico la città di Iitate, tra le località in cui dovrebbero essere fatti rientrare gli sfollati. Secondo l’associazione i livelli di radioattività registrati sono ancora “ben al di sopra dei limiti a lungo termine” indicati dal governo di Tokyo.

Un “rischio radiologico inaccettabile” al quale andrebbe incontro la popolazione, riferiscono gli ambientalisti, mentre appena il 24% dell’area risulterebbe effettivamente decontaminato (a differenta dei dati governativi, che indicano il 100%):

L’ordine di evacuazione da queste aree cesserà in molte aree di Iitate entro il 31 marzo, a un anno dalla fine dell’erogazione dei risarcimenti ai cittadini evacuati. La politica di ricollocamento del Giappone contravviene al Nuclear Disaster Victims Support Act del giugno 2012, provvedimento che stabilisce le responsabilità del governo nipponico nei confronti dei sopravvissuti.

Greenpeace Giappone e diverse organizzazioni della società civile giapponese (Human Rights Now, Friends of the Earth Giappone, e Azione Green Giappone), hanno recentemente inviato una lettera ai relatori speciali del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite (UNHRC), chiedendo che valutino le questioni in materia di diritti umani che devono affrontare i sopravvissuti di Fukushima.

7 marzo 2017
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