Fukushima: cancro alla tiroide in aumento tra i bambini

A tre anni dal disastro nucleare più grave nella storia del Giappone, la prefettura di Fukushima lancia l’allarme sull’incremento dei casi di cancro alla tiroide nella popolazione infantile. I dati diffusi dalle autorità sanitarie sono destinati a far discutere.

La comunità scientifica si divide tra chi imputa l’incremento registrato ai maggiori e più approfonditi test diagnostici e chi individua in questi casi un primo campanello d’allarme. Il mese scorso il numero dei casi di sospetto cancro alla tiroide è salito a 75, a fine settembre si attestava sui 59. In totale, sono 33 nella prefettura i casi confermati di tumore alla tiroide nei bambini.

Il cancro alla tiroide solitamente colpisce una o due persone ogni milione di abitanti nella popolazione giapponese di età compresa tra i 10 e i 14 anni, un’incidenza molto più bassa rispetto a quella riscontrata negli ultimi mesi.

Tuttavia, è opportuno precisare che gli ultimi dati sul cancro alla tiroide a Fukushima prendono in considerazione i ragazzi che avevano 18 anni o meno all’epoca del disastro nucleare. Alcuni esponenti delle autorità sanitarie imputano l’aumento dei casi registrato all’ampliamento della fascia d’età analizzata.

Senza contare che per diagnosticare anche la più piccola massa e lesione tumorale, sono state messe in campo le apparecchiature più sofisticate, altro fattore che potrebbe giusticare questo aumento.

A placare l’allarmismo è anche il paragone con i casi di tumore a Chernobyl, teatro di un terribile disastro nucleare nel 1986. Dal 2005 a oggi, in Ucraina, Russia e Bielorussia sono stati 6 mila i casi di cancro alla tiroide registrati tra i bambini e gli adolescenti. Nessun aumento considerevole dei casi di cancro alla tiroide è stato però registrato prima di 3 o 4 anni dall’incidente. Come sottolinea il dottor Dillwyn Williams, docente di patologia alla Cambridge University:

A Fukushima è stata rilasciata una quantità minore di radioattività rispetto a Chernobyl. Molta si è dispersa nell’oceano, inoltre nelle aree interessate dalla contaminazione i livelli di esposizione nocivi per la tiroide sono stati bassi in confronto a quelli di Chernobyl.

La popolazione di Chernobyl inoltre non è stata protetta adeguatamente dalle radiazioni e dal contatto con il radionuclide iodio-131, principale responsabile del cancro alla tiroide. I residenti hanno infatti continuato a consumare latte, frutta e verdura dalle zone contaminate, esponendosi a un alto tasso di contaminazione. Cosa che non è invece avvenuta in Giappone, dove la popolazione è stata evacuata, protetta, monitorata e informata tempestivamente.

A dispetto di tutte queste rassicurazioni, la popolazione giapponese ormai ripone scarsa fiducia nel Governo e intravede nella sottostima dei dati sul cancro alla tiroide la volontà di minimizzare l’impatto dell’incidente di Fukushima sulla salute pubblica, per poter proseguire con il programma nucleare.

10 marzo 2014
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Immagini:
Lascia un commento