Per cercare di mettere in sicurezza la centrale di Fukushima danneggiata dal terremoto dell’11 marzo, i tecnici della TEPCO hanno oggi deciso di pompare azoto all’interno di uno dei sei reattori. L’obiettivo è quello di impedire il preoccupante aumento di idrogeno e di conseguenza scongiurare ulteriori esplosioni che potrebbero rilasciare in atmosfera enormi quantità di sostanze radioattive.

Gli ingegneri della società che gestisce l’impianto sono al lavoro da ieri per immettere azoto gassoso nella struttura di contenimento del reattore numero 1. In particolare, secondo un funzionario della TEPCO, nel reattore 1 dovrebbero essere pompati almeno 6.000 metri cubici di azoto e la stessa procedura dovrebbe essere eseguita per precauzione anche nei reattori 2 e 3.

Lo stesso funzionario ha quindi affermato che si tratterebbe esclusivamente di una misura precauzionale necessaria a cercare di rimettere in funzione le pompe di raffreddamento dei reattori. In ogni caso, non esisterebbe, o comunque è poco probabile, il pericolo di ulteriori esplosioni per i due reattori.

Nonostante tutto, continua comunque la guerra di cifre sull’entità della contaminazione tra il governo giapponese e l’opinione pubblica. Il segretario capo di gabinetto, Yukio Edano, ha infatti dichiarato ai giornalisti che:

I dati indicano che i reattori sono in una condizione stabile, ma non siamo ancora alla fine dell’emergenza.

Secondo l’agenzia Kyodo News, invece, sono state rilevate radiazioni superiori alla norma anche al di fuori del raggio di 30 km dalla centrale nucleare, evacuato dalle autorità.

Sulla base di queste valutazioni Greenpeace ha chiesto di estendere la zona di evacuazione fino a 40 km, mentre gli Stati Uniti hanno addirittura proposto un raggio di 80 km.

7 aprile 2011
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