Proprio quando i tentativi di ripristinare la corrente elettrica nella centrale di Fukushima sembravano andati a buon fine, una nuova emergenza si è presentata al reattore 3, il più pericoloso a causa della presenza di plutonio. Il surriscaldamento di questo reattore potrebbe costringere i tecnici a liberare del vapore radioattivo per abbassare il calore.

L’operazione di liberazione di vapore purtroppo comporterebbe anche l’interruzione delle procedure di raffreddamento a causa della pericolosità delle sostanze radioattive liberate. La Tokyo Electric Power Company (TEPCO), dopo aver ventilato l’ipotesi del rilascio di vapori, ha smentito l’ipotesi di tale procedura, descrivendo la situazione al reattore 3 come stabile.

In giornata i tecnici proveranno a ripristinare l’elettricità agli edifici contenenti i reattori 1, 2, 5, 6, questo dovrebbe permettere il ristabilimento delle funzioni di raffreddamento.

Per quanto lai radioattività, la IAEA ha affermato che non c’è pericolo di danni per l’uomo, le rilevazioni sono state fatte prendendo sette luoghi a caso a Tokyo e nelle prefetture di Kanagawa e Chiba. Tuttavia i tecnici hanno rilevato la presenza di sostanze radioattive nel suolo come Iodio-131 e Cesio-137, entrambe molto pericolose per la contaminazione del cibo e di prodotti agricoli.

Nel frattempo il pericolo di esportazione di cibo-radioattivo, da più parti segnalato, si è materializzato a Taiwan dove le autorità hanno rilevato presenza di radioattività in delle fave importate dal Giappone.

20 marzo 2011
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