I livelli di radioattività nei dintorni di Fukushima potrebbero aver raggiunto valori pericolosi per le attività agricole e zootecniche. Lo rivela un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of National Academy of Sciences (PNAS), che contiene le prime rilevazioni relative a tutto il territorio del Giappone dopo l’incidente nucleare del marzo scorso.

Secondo i dati, nelle zone più vicine alla centrale la concentrazione di Cesio-137 nel suolo e nell’erba avrebbe raggiunto livelli otto volte superiori al limite di sicurezza indicato dalle autorità nipponiche. Ma la situazione preoccupa anche nelle aree leggermente più distanti, dove il grado di contaminazione è solo leggermente inferiore.

La preoccupazione, a questo punto, è che gli isotopi radioattivi finiscano con il contaminare i prodotti agricoli, il tè e gli animali da allevamento, anche perché il Cesio-137 rimane dell’ambiente per diversi decenni. I dati sono tra l’altro confermati da un secondo articolo pubblicato sulla stessa rivista, che riporta i risultati di analisi effettuate su campioni di terreno provenienti da una fascia di 70 chilometri dall’impianto nucleare: anche in questo caso, i valori di Cesio-137 sono risultati fortemente alterati, nella prefettura di Fukushima come in quelle limitrofe.

È probabile – scrivono i ricercatori – che la produzione di cibo nelle aree maggiormente interessate dalla contaminazione sia compromessa gravemente, e che anche le regioni vicine a Fukushima, come Iwate, Miyagi, Yamagata, Niigata, Tochigi, Ibaraki e Chiba, possano essere interessate dal fenomeno.

Per questo gli autori dell’articolo chiedono al governo giapponese di effettuare uno studio approfondito dei livelli di radioattività in tutto il Paese, in modo da programmare al meglio le attività di bonifica. Secondo i ricercatori, inoltre, occorre informare al meglio agricoltori e allevatori degli accorgimenti che devono adottare per evitare il rischio di contaminazione dei prodotti della terra e del bestiame.

L’aratura e l’uso di determinati fertilizzanti, infatti, sono in grado di ridurre il grado di assorbimento degli isotopi radioattivi nelle colture, e speciali additivi possono essere aggiunti ai mangimi animali per evitare che il bestiame risulti a sua volta contaminato. Per il momento, non è ancora chiaro se il Governo intenda varare delle misure per tutelare le attività agricole e zootecniche del nord-ovest del Giappone. Quel che è certo, per il momento, è che l’emergenza nucleare è ben lontana dall’essere risolta.

Fonte: BBC

16 novembre 2011
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I vostri commenti
Benedictotuco, sabato 26 novembre 2011 alle14:06 ha scritto: rispondi »

grazie per le info che date. I telegiornali non dicono più niente ma per chi deve andare in giappone per lavoro è molto importante sapere come è la situazione

Alex26, mercoledì 16 novembre 2011 alle11:06 ha scritto: rispondi »

C´è un documentario che ho visto di recente ("Chernobyl´s radioactive wolves", si trova su Youtube) su come la fauna e la flora si siano riprese il territorio a distanza di 25 anni dal disastro di Chernobyl e abbiano creato per così dire un enorme parco "protetto" perchè gli uomini non possono viverci... Forse anche a Fukushima si verificherà qualcosa del genere... Il trionfo della natura sull´arroganza dell´uomo...

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