Dopo le dichiarazioni rilasciate ieri, la TEPCO (Tokyo Electric Power Company) ha iniziato l’operazione di riversamento di 11.500 tonnellate di acqua radioattiva nell’oceano Pacifico. Secondo la società che gestisce la centrale di Fukushima, l’operazione sarebbe necessaria per rimettere in sicurezza la centrale danneggiata dal terremoto dello scorso 11 marzo e per accelerare quindi i lavori di messa in sicurezza.

In particolare, l’operazione riguarda principalmente l’acqua rilasciata sul reattore nel tentativo di raffreddarlo, contenente una radioattività circa 100 volte superiore rispetto alla norma. Secondo la società nipponica, in tal modo si potrà liberare il bacino di stoccaggio per far posto all’acqua ancor più contaminata che fuoriesce dalla falla presente nella turbina del reattore numero 2 e conservarla, quindi, in condizioni di maggiore stabilità.

Le prime spiegazioni ufficiali sull’operazione erano arrivate nella serata di ieri, ad opera del portavoce dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, Hidehiko Nishiyama:

Il rilascio dell’acqua contaminata direttamente in mare è stato autorizzato come misura eccezionale e per i bassi livelli di radioattività. Un quantitativo di liquidi contaminati per 11.500 tonnellate non costituiscono un problema alla salute.

Il governo giapponese ha comunque esercitato un forte pressing sulla TEPCO, affinché blocchi finalmente la falla del pozzo di contenimento del reattore 2. Il capo di gabinetto, Yukio Edano, ha affermato:

Dobbiamo fermare assolutamente l’infiltrazione d’acqua contaminata, al più presto possibile: con questa forte determinazione, abbiamo chiesto alla TEPCO di agire in fretta. In mancanza di una svolta immediata, ha aggiunto, l’accumulo di materiale radioattivo avrà forte impatto sull’oceano.

Nonostante la TEPCO abbia infatti affermato che l’operazione non comprometterà la flora e la fauna marina, diversi esperti hanno smentito questa affermazione.

Secondo il fisico Valerio Rossi Albertini, ad esempio:

La quantità di acqua radioattiva, che la TEPCO intende riversare in mare nel tentativo di raffreddare il reattore numero 2 della centrale nucleare di Fukushima, è l’equivalente di sei piscine olimpioniche piene di radioattività. Questo comprometterà sicuramente la catena alimentare marina, e non solo.

Anche se la diluizione dovrebbe in qualche modo proteggere le aree lontane dall’impianto, i maggiori rischi riguardano soprattutto l’ecosistema della regione, i cui organismi, dalle alghe microscopiche ai grandi tonni, verrebbero minacciati dalle radiazioni per un numero considerevole di anni.

In tal senso, il biologo marino Silvio Greco ha infine affermato:

Questa è una vera e propria catastrofe, perché i radionuclidi agiscono sul Dna, quindi oltre alla mortalità immediata ci sono effetti a lungo termine. Quantificare il danno è molto difficile perché gli unici studi scientifici sono stati fatti dopo i test nucleari degli anni ’50 e i risultati sono segreti, ma si possono ipotizzare scenari veramente tragici.

5 aprile 2011
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I vostri commenti
vikar, martedì 5 aprile 2011 alle23:01 ha scritto: rispondi »

perche' nessuno grida VERGOGNA!! perchè nessuno urla ALLARME STANNO IMPESTANDO IL MONDO!!??? perchè nessuno si oppone a una cosa simile??? Grazie se qualcuno a delle risposte sono qua!

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