Tre mesi per fermare la fuga di radioattività, nove mesi per mettere in sicurezza la centrale: questa è, in sintesi, la previsione della TEPCO sui tempi per superare il disastro di Fukushima. Dunque, i lavori continuano intensivamente, grazie anche all’apporto tecnico e militare statunitense – ben 20 mila soldati USA stanno collaborando attivamente alle attività post-terremoto e all’emergenza nucleare. A suggellare la collaborazione nippo-americana ci hanno pensato recentemente in un incontro istituzionale H. Clinton e N. Kan (premier giapponese).

Intanto, forse per allentare la tensione, il ministro dell’Industria B. Kaieda ha dichiarato:

Siamo passati dalla situazione in cui siamo stati costretti a misure di emergenza a una in cui si può pensare alla fase più stabile

Anche se lo stesso Kan ha poi aggiunto che probabilmente non è che “un piccolo passo”.

Gli esperti italiani che sono stati sentiti sull’argomento hanno confermato la “ragionevolezza” delle stime presentate dalla TEPCO – e dati i precedenti, questa è già una notizia. Convince di meno soltanto quella dei 9 mesi, non perché materialmente impossibile, ma perché difficilmente valutabile al giorno d’oggi. Meno convinto risulta Angelo Bonelli dei Verdi per cui:

La TEPCO ha dimostrato di essere un’azienda della quale non ci si può fidare.

18 aprile 2011
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