Gli Stati Uniti fronteggiano una nuova emergenza ambientale. La rottura di un condotto in un deposito sotterraneo ha provocato una maxi-fuga di metano. Il sito di stoccaggio interessato dalla perdita è gestito dalla compagnia SoCalGas e si trova nella contea di Los Angeles, in California. L’incidente al deposito di Aliso Canyon nei pressi di Porter Ranch è avvenuto il 23 ottobre 2015. La fuga ha causato il rilascio in atmosfera di circa 97.100 tonnellate di gas naturale.

Secondo le stime degli esperti le perdite di metano hanno raggiunto la quota record di 60 tonnellate all’ora. Il metano immesso nell’atmosfera ogni giorno avrebbe potuto riempire il Rose Bowl, uno stadio di Pasadena che vanta una capienza di 92.500 posti. A causa dell’incidente le emissioni di metano dell’intera area metropolitana di Los Angeles sono raddoppiate. L’inquinamento atmosferico causato dall’incidente equivale alle emissioni generate in un anno da 600 mila veicoli.

La conferma dell’impatto ambientale devastante della fuga di metano è arrivata da uno studio pubblicato su Science, curato dai ricercatori del NOAA e dell’Università della California. Gli studiosi hanno sorvolato l’area per monitorare le concentrazioni di gas serra. I livelli di metano registrati hanno raggiunto valori così elevati da far pensare inizialmente a un malfunzionamento degli strumenti di rilevamento. Secondo gli scienziati le emissioni del disastro di Aliso Canyon equivalgono a quelle generate in un anno da un Paese dell’UE con un’estensione territoriale media.

La fuga di metano ha avuto un impatto pesante sulla popolazione locale. Oltre 5.700 famiglie residenti nei centri situati a valle del deposito sono state evacuate. Molti abitanti hanno accusato mal di testa e nausea a causa dei livelli elevanti di mercaptani e idrogeno solforato. I ricercatori hanno registrato anche livelli più elevati di benzene, un composto che causa il cancro.

Il 6 gennaio scorso il governatore Jerry Brown ha dichiarato lo stato d’emergenza per fornire maggiore assistenza alla popolazione colpita dal disastro. Per arrestare la fuoriuscita di metano sono occorsi ben 112 giorni. Il 18 febbraio scorso la SoCalGas ha dichiarato di aver sigillato definitivamente il pozzo.

La società energetica ha comunicato che ripagherà i danni subiti dalla popolazione e dalle imprese locali, negando di aver accumulato ritardi nella segnalazione dell’incidente alle autorità. Il disastro ha suscitato l’indignazione dell’opinione pubblica, rivelando l’inadeguatezza delle infrastrutture energetiche.

Gli ambientalisti sono preoccupati dall’impatto dell’incidente sulle politiche climatiche californiane. Il metano è uno dei gas serra più nocivi a lungo termine, in grado di esacerbare il riscaldamento globale oltre 25 volte in più rispetto alla CO2. Secondo gli esperti la California non riuscirà a centrare i target sulla riduzione delle emissioni fissati per il 2016. L’incidente avrà ripercussioni sull’agenda climatica californiana anche negli anni successivi.

29 febbraio 2016
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