Abbattere i costi delle fuel cell grazie al grafene. A presentare il nuovo progetto alcuni ricercatori della Rice University, il cui laboratorio ha lo scorso anno dato vita ai punti GQD in carbone. Questi punti sono stati ora combinati con nanoparticelle di grafene per ottenere un possibile sostituto del platino nelle celle a combustibile.

Utilizzare grafene anziché platino nella realizzazione delle fuel cell rappresenterebbe un netto vantaggio economico considerata la considerevole differenza di prezzo dei due materiali. Una modifica che sarebbe stata ottenuta mediante la realizzazione di un materiale ibrido, piastrine in nanoscala autoassemblanti, trattabili in seguito con azoto e boro, ottenute fondendo insieme i punti GQD a sottili di fogli di ossido di grafene.

Una combinazione che offrirebbe vantaggi rispetto al platino, anche al di là del pur considerevole vantaggio economico. Secondo quanto ha affermato il Prof. James Tour, docente di Chimica, Scienza dei Materiali e Nanoingegneria:

I GQD forniscono al sistema un enorme apporto di spigoli, il che permette la chimica di ossigeno riduzione, una delle tue reazioni necessarie per l’operatività delle celle a combustibile. Il grafene fornisce la matrice conduttiva richiesta. Così è un’ibridazione superba.

L’efficienza è migliore che nel platino in termini di ossigeno riduzione, permettendo l’aggiramento di uno degli ostacoli più proibitivi della generazione delle fuel cell, il costo del prezioso metallo.

2 ottobre 2014
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