A San Valentino sono i dolci ad aver la meglio: tra cioccolatini e caramelle, spesso gli amanti rinnovano il loro sentimento puntando sulla golosità. Eppure anche la festa degli innamorati può essere l’occasione giusta per mangiare sano, soprattutto se una dieta ricca di frutta e verdura può aiutare anche l’arte amatoria.

Si sente spesso parlare di cibi afrodisiaci, ovvero capaci di risvegliare la passione, anche se non tutti trovano adeguato riscontro scientifico. Tra ingredienti effettivamente correlati a un miglioramento della salute e altri legati invece a leggende e cultura popolare, quali sono i frutti che vale la pena di consumare durante questa festa?

Frutta di stagione

Indipendentemente dal potere afrodisiaco di certi alimenti, vero o presunto che sia, una dieta ricca di frutta e verdura è certamente utile per mantenere un fisico in forma, anche dal punto di vista sessuale. Il primo modo per approfittarne anche a San Valentino è affidarsi ai prodotti di stagione: oltre a gustare specialità tipiche dell’inverno, si aiuta anche l’ambiente evitando i costi ecologici ed economici del trasporto d’importazione.

Nella spesa di febbraio protagonisti sono frutti come arancio, mandarino e mandarancio, quindi limoni, kiwi, mela, pera e molti altri. Soprattutto nel caso degli agrumi, i vantaggi più immediati derivano dall’apporto di vitamine, in particolare la vitamina C. Indicata per aiutare il sistema immunitario a combattere gli acciacchi dell’inverno, sembra favorisca la regolazione della pressione sanguigna e la contenzione delle infezioni urinarie. Tutti elementi che, almeno in senso lato, possono tornare utili anche la coppia. Perché non approfittarne, allora, per una gustosa macedonia di kiwi, mela e pera, completata con del succo d’arancio o limone? Durante la festa degli innamorati ci si potrà sbizzarrire ad esempio con il taglio, preferendo la forma di cuore ai classici cubetti.

Frutta fuori stagione o esotica

Se si fosse disposti a spendere qualcosa in più, o non si riuscisse a resistere alla voglia di sperimentare in cucina, anche la frutta esotica o non di stagione può essere amica della festa degli innamorati.

  • Avocado: sin dall’antichità questo frutto è considerato afrodiasiaco. Vecchie credenze azteche associavano alle forme dell’avocado l’intimità, un fatto che nei secoli l’ha reso una sorta di alimento proibito. Dal punto di vista nutrizionale, in realtà, l’effetto si esplica principalmente per il suo alto potere calorico, circa 170 calorie l’etto, e per un buon contenuto di potassio;
  • Banane: anche alla diffusissima banana sono sempre stati associati significati afrodiasiaci, sia per le forme che per l’effetto energetico, dovuto principalmente al potassio e all’enzima bromelina;
  • Anguria: la rossa anguria sembra essere amica della passione. Nel 2008 uno studio condotto dall’Università A&M, in Texas, ha svelato come gli effetti vasodilatatori del frutto possano risultare positivi per la performance sessuale;
  • Fichi: anche i dolcissimi fichi sono sempre stati associati, almeno nella tradizione popolare, alla passione. Una credenza forse derivante dall’immediato effetto energetico del frutto, ma anche dai poteri antiossidanti;
  • Fragole: il frutto romantico per antonomasia, spesso evocato proprio in relazione agli innamorati e alla coppia, dai simboli più innocui a quelli di più spinta seduzione. Merito del colore rosso interno, ma anche dalla forma che ricorda un cuore. Sono ricche di vitamina C, davvero utile per l’organismo;
  • Ciliegie: anche questi frutti rossi sono spesso connessi alla sessualità, basti pensare come spesso siano accompagnati a panna e ghiaccio come seducente dessert. Il loro buon contenuto in melatonina, non ultimo, aiuta a regolare i cicli dell’organismo, soprattutto quelli del riposo, influendo così anche indirettamente su libido e performance;
  • Frutti di bosco: more, lamponi e mirtilli sono spesso indicati come validi rimedi naturali per il miglioramento della circolazione sanguigna, un fatto che si rifletterebbe anche a livello intimo con una miglior vasodilatazione e capillarizzazione dei tessuti.

14 febbraio 2015
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