Frutta e verdura: sette porzioni al giorno allungano la vita

Mangiare frutta e verdura aumenta la qualità della vita e riduce il rischio di malattie: una notizia già nota ai più. Ma alcuni ricercatori inglesi hanno però individuato esattamente quante porzioni minime servano per stare bene: sette o più al giorno.

Dopo un’indagine condotta su 65.226 persone, i ricercatori dell’University College of London, hanno rilevato che mangiare sette o più porzioni di frutta e verdura al giorno riduce del 25% le probabilità di sviluppare il cancro e del 31% le probabilità di sviluppare malattie cardiache.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Journal of Epidemiology & Community Health, ha prodotto una classifica delle probabilità di sviluppare i due tipi di malattie, rispetto al numero di porzioni consumate quotidianamente: mangiando da una a tre porzioni di frutta e verdura al giorno, infatti, le probabilità si ridurrebbero del 14%; mangiandone dalle tre alle cinque , le probabilità si ridurrebbero del 29%, mangiandone dalle cinque alle sette le probabilità si ridurrebbero del 36%; oltre le sette, infine, le probabilità si riducono complessivamente del 42%.

Oyinlola Oyebode, autore principale dello studio dell’UCL, ha spiegato:

La correlazione era già nota, ma la dimensione dell’effetto è sconcertante. Le persone non dovrebbero sentirsi scoraggiati da obiettivo che potrebbe sembrare enorme: qualunque sia il punto di partenza, vale sempre la pena di aumentare i quantitativi di frutta e verdura consumati. Nel nostro studio, infatti, anche coloro che mangiano da una tre porzioni al giorno sono correlati con un rischio significativamente più basso di coloro che non ne consumano.

In particolare, sarebbero le verdure fresche ad avere più potere di influenza sulla nostra salute, rispetto alla frutta: secondo lo studio, con ogni porzione giornaliera, riduce il rischio di mortalità del 16%. Se consumare una porzione di insalata contribuisce ad una riduzione del rischio del 13%, ogni porzione di frutta fresca è stata invece associata con riduzione minore, ma comunque significativa, che si attesta al 4%.

Alcuni risultati dello studio, inoltre, indicherebbero che consumare frutta sciroppata, congelata, o succhi di frutta, potrebbe aumentare il rischio di mortalità del 17%, a causa dell’alto contenuto di zuccheri presenti in questi prodotti, ma senza distinguere fra le tre tipologie.

Oyebode ha concluso:

La gran parte della frutta in scatola e dei succhi di frutta contengono elevate quantità di zuccheri e sciroppi, in particolare le varietà più economiche. Gli impatti negativi dello zucchero sulla salute possono anche superiori rispetto agli eventuali benefici del consumare questi prodotti.

1 aprile 2014
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I vostri commenti
Roberto, mercoledì 2 aprile 2014 alle0:48 ha scritto: rispondi »

Quando potrete scrivere chiaramente circa l'enorme danno ambientale e fisico (per chi se ne nutre) degli allevamenti animali destinati all'alimentazione umana? Mi riferisco soprattutto a quelli bovini... Grazie

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