Frutta e verdura fresche saranno distribuite da Amazon Prime Now. Il servizio di consegna a domicilio di prodotti alimentari del colosso Web comprenderà d’ora in poi non soltanto alimenti e bevande “a lunga conservazione”, ma anche cibi freschi da consegnare in breve tempo.

Saranno due le possibilità offerte per la consegna dei prodotti alimentari freschi da parte del servizio Prime Now di Amazon: entro 1 ora, con spese di consegna pari a 6,90 euro; in una fascia oraria di 2 ore con modalità gratuita. Fermo restando l’abbonamento annuale al servizio, costo 19,99 euro, oltre a un importo minimo di spesa pari a 19 euro. Le consegne sono previste dalle 8 del mattino fino a mezzanotte, sette giorni su sette.

Il servizio di consegna di frutta e verdura fresche a domicilio partirà per il momento solo nel Comune di Milano e in 34 centri dell’hinterland milanese. Si rivelerà senz’altro utile per coloro i cui ritmi di vita non consentono molto spazio per la spesa quotidiana. Sarà tuttavia altrettanto utile all’ambiente o potrebbe al contrario rivelarsi un potenziale danno in termini di emissioni di CO2?

Secondo le modalità già acquisite dal servizio Prime Now l’organizzazione si basa su un magazzino situato nei pressi della periferia di Milano, al quale arrivano gli ordini effettuati dai clienti e dal quale partiranno (entro un tempo stimato di 10 minuti circa) i prodotti con tempo di consegna “Entro 1 ora”. Nessun servizio quindi a km zero, almeno per quanto risulta al momento, quindi un potenziale primo scoglio in termini di emissioni derivate dal trasporto dei prodotti. Seguito dal necessario impacchettamento e preparazione per la consegna della merce richiesta.

Problema che rischia poi di proporsi in modalità differenti al momento della consegna, effettuata con autoveicoli e ciclomotori/motocicli dotati di cella frigorifera. Trasporto su gomma alimentato con combustibili fossili per quanto è al momento possibile sapere, quindi un’ulteriore possibile fonte di emissioni di CO2 da tenere in considerazione: senz’altro superiori a quelle emesse recandosi a piedi nei pressi della propria abitazione o mediante l’utilizzo di bicicletta o trasporto pubblico.

I km di percorrenza del mezzo di consegna Prime Now potrebbero inoltre superare, soprattutto se la stessa dovesse interessare un indirizzo distante dal magazzino Amazon o situato in un differente Comune, in maniera netta anche le emissioni di CO2 di una normale auto privata che si reca al vicino centro commerciale. A maggior ragione tenendo in considerazione il fatto che la tipologia di consegna in 1 ora sembra difficilmente svincolabile dalla modalità di consegna “singola”.

Un ultimo punto di domanda riguarda la tracciabilità dei prodotti a tutela dei consumatori, in merito alla quale si attendono nelle prossime settimane, così come per quanto concerne le emissioni di CO2, ulteriori specifiche da parte di Amazon.

15 febbraio 2016
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I vostri commenti
SuperConigli, sabato 20 febbraio 2016 alle19:48 ha scritto: rispondi »

Sarà interessante capire, quando il servizio diventerà capillare se sarà anche ottimizzato per zone; inoltre, se ho ben capito, il servizio alimentare di Spesa Online prevede una serie di fornitori che affiancheranno l'assortimento di Amazon: come sarà gestito su tutta Italia?

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