Il consumo di frutta e verdura ottiene pessimi risultati nel 2012. Secondo il rapporto annuale sugli acquisti di prodotti ortofrutticoli redatto dal CSO (Centro Servizi Ortofrutticoli) l’andamento dello scorso anno sarebbe stato uno dei peggiori di sempre. Un calo reso evidente soprattutto dal confronto con i dati relativi a dieci anni fa, quando si acquistavano 417 kg di prodotti annui per famiglia rispetto ai 331 kg indicati nell’ultimo documento.

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Consumi in calo del 2% rispetto al 2011 e dati che riportano al 2005, anno in cui si verificò per gli acquisti di frutta e verdura il livello più basso dell’ultimo decennio. A cedere sono soprattutto i consumi di frutta (-2,3%) mentre perdite contenute si registrano per il reparto verdura (-1,6%), appena sotto la media dell’ultimo decennio.

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Gli acquisti avvengono in prevalenza presso la grande distribuzione (57%), mentre sono in calo i punti vendita storici come i mercati rionali e ambulanti. Crescono invece i consumi di prodotti ortofrutticoli presso i discount. Frutta e verdura che tengono, nonostante il dato nazionale, nel Sud e nelle Isole. In queste aree la quantità acquistata rimane a livelli elevati e non sembra conoscere particolare crisi.

Confrontando il dato nazionale 2012 con quello 2003 emerge come, a vario titolo, siano andati modificandosi alcuni orientamenti dei consumatori italiani. La frutta fa registrare i cali maggiori con mandarini (-30%), uva da tavola (-18%) e mele, pere e arance (-15%), mentre in aumento sono invece i consumi di kiwi (+36%), clementini (+15%) e pesche nettarine (+11%). Vero e proprio boom della frutta esotica, che segna +102% rispetto a dieci anni fa.

Gli acquisti di verdura vedono invece in calo soprattutto i carciofi (-61%), seguiti da cipolle (-30%), pomodori (-19%) e patate (-14%). Forte crescita per i fagioli (+69%), con aumenti anche per quanto riguarda piselli (+16%), asparagi e cetrioli (+13%) e insalate (+12%).

21 marzo 2013
Fonte:
CSO
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