La contraffazione in un Paese come il nostro, in cui l’artigianato è uno dei caratteri distintivi e peculiari, è un grave problema, in particolare per quanto riguarda il settore alimentare. Gli ultimi dati del Ministero dello Sviluppo Economico, parlano di 1 miliardo di euro di fatturazione, per il solo comparto alimentare.

Si tratta di un fenomeno che si accentua in estate, tempo di souvenir, che, complice la crisi, sono sempre più spesso scelti tra i prodotti alimentari tipici del nostro Paese. Ecco che 7 volte su 10, inconsapevolmente, si porta a casa merce “tarocca”, che costa poco, ma che proprio in quanto destinata al consumo aggiunge al problema dell’illegalità e al danno all’economia nazionale anche importanti rischi per la salute.

A tal proposito si è svolta durante l’estate l’operazione “spiagge sicure”, portata avanti dalla Guardia di Finanza, per tutto il settore del commercio, con buoni risultati di controllo, un po’ meno buoni come testimonianza di una situazione molto problematica e inficiante per il nostro Paese. Coldiretti mette in allerta nei confronti di pratiche che:

Si fondano sull’inganno e colpiscono soprattutto quanti dispongono di una ridotta capacità di spesa a causa della crisi e sono costretti a rivolgersi ad alimenti a basso costo dietro i quali spesso si nascondono ricette modificate, l’uso di ingredienti di minore qualità o metodi di produzione alternativi sui quali è importante garantire maggiore trasparenza.

Si ritorna quindi sulla necessità, prosegue Coldiretti, di:

Studiare a fondo il fenomeno per supportare l’ottima e costante attività delle forze dell’ordine e stringere le maglie larghe della legislazione nazionale e comunitaria, con l’estensione a tutti i prodotti dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza delle materie prime impiegate negli alimenti

Come sempre la soluzione, oltre all’informazione, impone di rivolgersi ai produttori locali: aziende agricole, agriturismi, mercati locali come quelli di Campagna Amica. Per essere inoltre, certi della qualità e scegliere prodotti certificati per la protezione della qualità e della provenienza, occorre conoscere bene i simboli in uso, in particolare quelli che indicano prodotti DOP (Denominazione di Origine Protetta) e IGP (Indicazione Geografica Protetta).

7 ottobre 2014
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