Adottare una visione olistica sarà la chiave per risolvere i problemi più complessi che affliggono il nostro pianeta, compreso il cambiamento climatico. A tessere gli elogi di questo nuovo approccio è Fritjof Capra, fisico diventato famoso negli anni settanta grazie al bestseller “Il Tao della fisica”, che insieme al professore Pierluigi Luisi, biochimico dell’Università Roma Tre ha presentato ieri al MAXXI di Roma il suo nuovo saggio edito da Aboca: “Vita e natura. Una visione sistemica”. Il volume, di ben 606 pagine, offre una visione del mondo e della vita che abbraccia la complessità e stimola ad analizzare qualsiasi aspetto a 360 gradi.

Nel suo intervento Fritjof Capra ha ben spiegato in cosa consiste l’approccio sistemico:

Un sistema vivente, sia un organismo, un sistema sociale o un ecosistema, è un insieme integrato che non può essere capito riducendo le proprietà alle proprietà delle parti più piccole. Le proprietà dette sistemiche sono proprietà dell’intero che nessuna delle parti possiede. Il pensiero sistemico, quindi, coinvolge un cambiamento di prospettiva dalle parti all’intero. Una delle scoperte più importanti della comprensione sistemica della vita è il riconoscimento che la rete è il sistema di organizzazione principale di tutti i sistemi viventi. La rete è un sistema di organizzazione comune della vita. Ovunque vediamo la vita vediamo reti viventi.

Secondo Capra inoltre un tipo di approccio a 360 gradi sarà la chiave di volta per affrontare i problemi più complessi con cui l’uomo è chiamato a confrontarsi:

Oggi sta diventando sempre più evidente che i problemi cruciali, problemi come energia, ambiente, cambiamento climatico, povertà, non possono essere compresi separatamente, sono problemi sistemici, interconnessi e interdipendenti. Il dilemma fondamentale alla base di tutti questi problemi ci sembra essere l’illusione che su un pianeta limitato sia possibile una crescita illimitata. Questa fiducia irrazionale in una perenne crescita economica è indicativa di uno scontro fondamentale tra il pensiero lineare e gli schemi non lineari della nostra biosfera, cioè le reti e i cicli ecologici che costituiscono la biosfera. Questa rete globale altamente non lineare contiene innumerevoli cicli di feedback attraverso i quali il Pianeta si regola e trova un suo equilibrio. Il nostro attuale sistema economico invece è alimentato da un materialismo e un’avidità che non sembrano conoscere alcun limite. La crescita dell’economia e quella delle aziende, sono il motore del capitalismo globale. Al centro dell’economia globale vi è una rete di flussi finanziari priva di qualsiasi impostazione etica, infatti le diseguaglianze e l’emarginazione sociale sono caratteristiche insite nella globalizzazione economica. Questo sistema economico persegue implacabilmente una crescita illimitata, promuovendo un consumo eccessivo e un’economia dello spreco basato sull’uso intensivo di energia e di risorse, il che genera rifiuti e inquinamento e dissipa le risorse della terra. Inoltre questi problemi ambientali sono aggravati dal cambiamento climatico, causato da tecnologie a uso intensivo di energia e di combustibili fossili. Allora sembra chiaro che la sfida cruciale oggi sia passare da un sistema economico basato sul concetto di crescita illimitata, a un sistema ecologicamente sostenibile e socialmente equo.

Per porre un freno al capitalismo selvaggio e al consumo di risorse incontrollato non è necessario fare appello a teorie della decrescita, queste ultime secondo Fritjof Capra sono profondamente errate e la direzione da percorre è quella della crescita qualitativa:

Secondo me crescita zero, o decrescita, non è la soluzione. La crescita è una caratteristica centrale della vita, una società o un’economia che non crescono prima o poi moriranno. Però nella natura la crescita non è lineare, né illimitata, mentre alcune parti degli organismi e degli ecosistemi crescono altre decadono, liberando così e riciclando le proprie componenti che a loro volta diventano risorse per una nuova crescita. Questo tipo di crescita equilibrata e sfaccettata è ben nota ai biologi e agli ecologi, la chiamiamo crescita qualitativa, in contrapposizione alla crescita quantitativa, quel concetto economico attuale misurato con l’indice indifferenziato del Prodotto Interno Lordo. Quella che si chiama crescita oggigiorno è più che altro spreco, oggi abbiamo un’economia dello spreco e della distruzione. Crescita qualitativa è una crescita che valorizza la qualità della vita attraverso la generazione e la rigenerazione. La crescita qualitativa include un aumento della complessità, della raffinatezza e della maturità.

Infine Capra ha dato la sua “ricetta” per la sostenibilità ecologica

Diventare “letterati in ecologia” (eco literacy) è il primo passo sulla strada verso la sostenibilità. È necessario che tutti conoscano i principi di organizzazione che gli ecosistemi della Terra hanno sviluppato per sostenere le reti della vita. Il secondo passo è l’ecodesign, ossia la progettazione ecologica. Dobbiamo applicare la conoscenza ecologica alla riprogettazione delle nostre tecnologie e istituzioni sociali, in modo da colmare il divario tra la progettazione umana e i sistemi sostenibili della natura. L’attuale rivoluzione dell’ecodesign rende evidente che la formazione ecologica e la visione sistemica della vita ci danno le conoscenze e anche le tecnologie per creare un futuro sostenibile. Quello che ci serve adesso è la volontà politica e la leadership.

Di seguito l’audio dell’intervento completo di Fritjof Capra registrato durante la conferenza:

29 maggio 2014
I vostri commenti
luciano Peccarisi, venerdì 30 maggio 2014 alle9:51 ha scritto: rispondi »

Mi sembra che siano cose che si sapevano e che si sanno, il punto ormai non è la diagnosi ma cosa e come farlo, e con quali mezzi. Se il mondo è diviso in miriade di stati e staterelli ognuno con il problema suo, sarà difficile. L'Onu es mai potesse funzionare potrebbe essere l'unica soluzione a problemi d'insieme del mondo.

Silvano Ghezzo, giovedì 29 maggio 2014 alle23:35 ha scritto: rispondi »

Scusate , mi sembra però di leggere discorsi molto fumosi e contradditori : " ci vuole la crescita continua ma non illimitata; ci vogliono le reti, eccetera eccetera " . Purtroppo l'uomo non è uno spirito, ha tanti bisogni materiali e per soddisfarli passa sopra a quasiasi discorso bio-etico-ecologico. L'unico vero sistema per trovare equilibrio stabile è fare in modo che il rapporto tra risorse disponibili e numero di persone che vi accedono resti adeguato, tutto il resto sono solo chiacchiere da sedicenti soloni. Chiedo venia per la brutalità espressiva.

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