Dalle decine di colori, i petali morbidi e delicati e l’aspetto davvero elegante, le fresie sono dei fiori perfetti per decorare un giardino primaverile. Da aprile fino a estate inoltrata, infatti, non solo appagano la vista, ma regalano anche un piacevole profumo. Ma come coltivarle autonomamente, in balcone oppure in una piccola aiuola?

Le fresie sono dei fiori molti diffusi, così come accennato, soprattutto in primavera. Le loro necessità, tuttavia, cambiano in funzione della propria zona di residenza, in particolare in relazione alle differenti condizioni climatiche tra Nord e Sud. Prima di cominciare, di conseguenza, può essere utile chiede un parere al proprio fornitore di semenze o negozio di botanica di fiducia.

Cosa sapere prima di coltivare le fresie

La Freesia è un genere di piante delle Iridaceae, comprendente sei specie di piante erbacee perenni e bulbose, originarie del Sudafrica. In genere, come nel caso della famosa Freesia refracta, questi fiori si caratterizzano per fusti eretti accompagnati da lunghe foglie a spada, lunghe anche 30 centimetri, seguite da uno scapo floreale ramificato su cui poggiano delle inflorescenze a grappolo, quasi a spiga, dai colori intensi e variegati. I fiori, dalla vaga forma di campana rovesciata, sono rivolti verso l’alto, presentano petali morbidi e delicati, nonché tantissime tonalità tra cui scegliere: le più frequenti sono le fresie gialle, ma possono essere anche arancioni, rosse, viola e blu. Esistono comunque moltissimi cultivar e altrettante ibridazioni, con anche colori sfumati e misti. Tra le varietà più diffuse per la coltivazione in vaso, si elencano la Fresia alba e la Fresia corymbosa.

Il clima preferito è quello primaverile, non troppo freddo né eccessivamente caldo, tant’è che la fresia fiorisce da aprile fino all’inizio dell’estate. La pianta ama l’esposizione diretta al sole, seppur non in modo continuo: una piccola mezz’ombra, soprattutto durante le giornate più afose, potrebbe essere d’aiuto a una crescita più che rigogliosa.

Il terreno ideale è quello leggero, morbido, mediamente sabbioso e ben drenato: la pianta, come tutte le bulbose, non gradisce i ristagni d’acqua. Sebbene la fresia non richieda grandi necessità di coltivazione, è comunque utile una blanda opera di fertilizzazione, da realizzarsi anche con del concime organico quale in compost.

Le necessità d’acqua non sono elevate e, naturalmente, si modificano a seconda del clima e del periodo di coltivazione. Il riferimento sarà sempre quello del terreno, che non dovrà mai risultare secco e arido, ma nemmeno troppo umido. In primavera, soprattutto nei luoghi frequentemente colpiti dai fenomeni atmosferici, potrebbero essere sufficienti le precipitazioni. Al crescere della temperatura, in particolare in estate, potrà essere indicata una blanda annaffiatura quando necessario, preferendo la prima mattina o la tarda sera.

Come coltivare le fresie

Le fresie sono dei perfetti fiori da giardino, pronte a colorare aiuole primaverili o piccoli appezzamenti di terra. Possono comunque risultare rigogliose anche in vaso, scegliendo contenitori dalla grandezza anche contenuta ma dall’adeguata profondità, per accogliere i bulbi.

In ogni caso, la predisposizione del contenitore sarà molto importante. Sul fondo andrà predisposto un letto di ghiaia e cocci, oppure di palline d’argilla, per evitare i ristagni d’acqua. Quindi si riempie il tutto con del terriccio morbido, leggero e mediamente sabbioso.

Le fresie vengono solitamente coltivate a partire dai bulbi, disponibili in modo più che diffuso in ogni centro dedicato alla botanica. Questi andranno interrati a una profondità di 2 o 4 centimetri, meglio se in file distanziate una quindicina di centimetri fra di loro. I bulbi, detti anche cormi, dovranno quindi essere ricoperti con un sottile strato di terriccio lievemente inumidito. L’operazione, date anche le temperature primaverili, viene solitamente eseguita direttamente in dimora. La moltiplicazione, invece, avviene per divisione degli stessi cormi: con il tempo, infatti, tenderanno a produrre degli esemplari più piccoli, da separare dal bulbo originario.

Tra le necessità di manutenzione ciclica, l’eliminazione delle erbacce, il controllo dell’aridità del terreno e della presenza di eventuali infestanti, parassiti e funghi, tra cui la muffa grigia.

9 aprile 2016
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