A inizio anno è normale tirare le fila degli andamenti dell’anno precedente. Per quanto riguarda le informazioni relative alle frane e alle inondazioni che si sono abbattute sul territorio nazionale, i dati non sono per niente incoraggianti.

Polaris, il sito del Consiglio Nazionale delle Ricerche dell’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica, ha reso disponibile il “Rapporto Periodico sul Rischio posto alla Popolazione italiana da Frane e Inondazioni – Anno 2014″. Ci sono i dati di tutti gli eventi del 2014, con confronti rispetto ai periodi 2009-2013 e 1964-2013.

Sono risultate essere 19 le Regioni colpite da frane e inondazioni, praticamente la totalità, mentre 70 sono state le Province e 220 i Comuni. Fenomeni che hanno provocato la morte di 33 persone, il ferimento di altre 46 e l’abbandono delle proprie abitazioni, per ben 10.000 persone, e questo solo nel 2014. Le frane hanno prodotto 13 morti e 25 feriti, mentre le inondazioni 20 morti e 21 feriti.

Le Regioni più colpite sono state Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana, mentre Genova e Refrontolo in Veneto, sono le località che contano più vittime. Anche stavolta si confermano ottobre e novembre come i mesi più pericolosi, lo ribadisce ad Adnkronos Paola Salvati dell’Irpi-Cnr:

I mesi di ottobre e novembre sono stati i peggiori: il secondo, tra Liguria, Piemonte e Lombardia, ha fatto registrare un pesante bilancio di nove morti, due feriti e oltre 3.000 sfollati.

Andamenti che trovano conferme anche nel lungo periodo: per quanto riguarda le alluvioni, Regioni come Veneto, Liguria, Toscana e Sardegna si dimostrano tra le più colpite anche dal 1963 al 2013, mentre in tema di frane spiccano Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige e si riconfermano Liguria e Toscana, due regioni in cui i due tipi di fenomeno risultano spesso associati, provocando ancora più danni. Come riporta Paola Salvati:

Tra il 1964 e il 2013 sono state 1.989 le persone morte a causa di frane (1.291) e delle inondazioni (698), una media di circa 40 l’anno, 72 i dispersi e 2.561 i feriti. Nello stesso mezzo secolo sono stati interessati con vittime e sfollati 2.031 comuni, ovvero il 25% dei comuni italiani.

Dal 2009 al 2013 sono stati invece 162 i morti, 7 i dispersi, 331 i feriti e più di 45.000 le persone che hanno abbandonato le loro case.

Numeri da bollettino di guerra che indicano una certa continuità di questi fenomeni, mentre ad esempio è delle ultime ore la notizia dei 51 milioni di euro di fondi europei del periodo 2007-2013, che sarebbero stati destinati alla messa in sicurezza del territorio piemontese, che non sono ancora stati trasferiti alla Regione e che non vedrà mai perché tagliati per far quadrare i conti nazionali.

13 gennaio 2015
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