La Francia gode, sicuramente, di bollette energetiche estremamente basse. Rispetto all’Italia, poi, la differenza si fa da cospicua e quasi imbarazzante. Se provate a chiedere quale sia il motivo di tale “economicità” dell’energia, la risposta sarà tendenzialmente una: tutto merito del nucleare. Si tratta di un argomento che noi italiani abbiamo subito dai pro-nuclearisti durante la scorsa campagna referendaria; ora è diventato uno dei temi forti della campagna elettorale che sta infiammando la Francia, con Sarkozy erettosi a paladino dell’atomo.

Ebbene, una lettera scritta a Le Monde – e pubblicata pochi giorni fa dallo stesso giornale – svela come in realtà dietro questa storica argomentazione ci sia un profondo fraintendimento. Tra i firmatari della lettera spiccano alcune tra le più autorevoli associazioni ambientaliste francesi, fra cui WWF Francia e Greenpeace Francia.

Secondo tali associazioni la prima cosa da tenere presente è che in Francia è sempre stato lo Stato a sobbarcarsi le spese maggiori in quanto a “sviluppo” e rinnovamento del settore nucleare. L’energia atomica ha subito negli ultimi 20 anni, con lo svilupparsi di nuove tecnologie e nuove generazioni di reattori, un incremento dei prezzi mastodontico, che renderebbe impossibile al giorno d’oggi il finanziamento del necessario rinnovamento del parco centrali attraverso le bollette.

In pratica, i francesi pagano l’energia atomica attraverso la fiscalità generale, falsando la percezione dei costi reali. Per dire, secondo stime “ottimiste” un Watt prodotto da una centrale moderna costerebbe in media oggi 4,7 volte di più che non nel 1974. Beninteso, queste stime non tengono conto dei costi di smantellamento che seguono all’esaurimento della centrale e che sappiamo bene essere piuttosto ingenti.

In conclusione, al giorno d’oggi notiamo sia la tendenza a salire dei costi dell’energia atomica, sia una crescente competitività delle rinnovabili. Se restiamo solo sul piano economico, i fatti dimostrano una maggiore convenienza delle seconde. Certamente, l’approvvigionamento energetico non è una questione che possa essere affrontata soltanto guardando al rapporto costi/Watt. Resta comunque decisivo, per una corretta comprensione del problema, sgomberare il campo da “miti” ed equivoci che da sempre conferiscono al nucleare meriti che non ha.

12 dicembre 2011
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I vostri commenti
Damiano, martedì 13 dicembre 2011 alle19:42 ha scritto: rispondi »

Buongiorno a tutti.Dal mio punto di vista occorre fare alcune precisazioni importanti.Le centrali nucleari in generale producono energia elettrica per almeno 8000 ore all'anno (in un anno ce ne sono 8760), mentre le tecnologie che sfruttano le fonti rinnovabili, quelle che si stanno diffondendo in questi ultimi anni, come solare fotovoltaico ed eolico ne producono rispettivamente per 1100 ore e 2100 ore in media. Questo perchè il vento e il sole non sono disponibili quando vogliamo, ma quando vogliono loro (scarso vento, nuvolosità, alternanza tra notte e giorno, ecc...).Dato che la domanda di energia elettrica deve essere soddisfatta istantaneamente è semplice intuire che, per la rete elettrica, ha più senso usare delle fonti energetiche che possono essere usate quando si vuole e in particolare occorre sottolineare che l'ENERGIA ELETTRICA non si può accumulare (può essere convertita in altre forme di energia per essere accumulata, ma si può fare solo in una certa misura...). Questo non significa che il vento e il solenon possono essere usati, ma che da soli non possono sostenere la domanda di energia elettrica, hanno bisgno di esser affiancate da altretecnologie che si possono regolare più facilemente (come turbine a gas) e tecnologie che forniscono sempre un carico detto di base (come le centrali nucleari e carbone).Tutta questa introduzione mi serve per dire che non ha senso dire "Francia: il nucleare è più caro delle rinnovabili" perchè si parla di due tecnologie che,pur producendo la stessa forma di energia, (quella elettrica) non possono essere considerate "il sostituto dell'altra" perchè hanno ruoli diversi.Perciò a mio parere, sia per la sostenibilità ambientale che per quella economica, ha senso trovare un giusto compromesso e creare un mix energetico (in cui il nucleare è presente) e smetterla di portare avanti ideologie prive di senso tecnico-scientifico ed economico.Pubblicate dei dati più specifici la prossima volta, magari con qualche grafico... grazie   

Alfonso Aureli, martedì 13 dicembre 2011 alle4:17 ha scritto: rispondi »

Scrivi il tuo commento qui.Si può realizzare un GENERATORE di CORRENTE  da 6 Kw ed oltre, che fa risparmiare il 99,99 %, d’energia elettrica, lo 0.01% serve per l’avvio.  “praticamente non consuma nulla”.Progetto del 1997. Mai brevettato per ovvie ragioni dal Signor Alfonso Aureli “. Lo stesso principio si può adattare alle autovetture elettriche, ottenendo + velocità e consumi illimitati a costo zero. Saluti Aureli.  È una valida soluzione contro il nucleare; pannelli Solari e Voltaico. NB: Questo è un vero generatore, i generatori creati dagli Scienziati: Zamboni; Baumann e Marinon; Sono delle ABBOZZE!..  

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