Agevolazioni fiscali, bonus e prestiti a basso costo per un valore di dieci miliardi di euro: è l’annuncio fatto dal ministro dell’Ambiente francese Segolene Royal. L’obiettivo è aumentare gli investimenti sulle fonti rinnovabili, ridurre il costo di petrolio e gas in bolletta, ma soprattutto la dipendenza dei francesi dal nucleare.

La Legge sulla programmazione della transizione energetica è stata approvata dal gabinetto di governo, ovvero il consiglio dei ministri, e dovrebbe ora iniziare l’iter parlamentare. Se dovesse andare tutto come previsto, nei primi mesi del 2015 potrebbe essere già emanata.

Gli obiettivi del testo puntano a ridurre la produzione di energia nucleare passando, dal 75% attuale, al 50% entro il 2025: inoltre, il taglio del 75% delle emissioni nocive entro il 2050 e l’aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili come eolico e solare, dal 14% del 2012 al 32% nel 2030.

I proprietari di casa che ristruttureranno potranno usufruire di una detrazione pari al 30% del costo dell’isolamento termico, per un massimo di 16 mila euro a coppia. Inoltre saranno semplificate le procedure per ottenere prestiti a tasso zero.

Coloro che scelgono un veicolo elettrico o non inquinante potranno avere un bonus che va da 6.700 euro fino a 10 mila euro se contemporaneamente si rottama un auto a diesel. Chi possiede già un’auto elettrica, avrà uno sconto del 30% sull’installazione dell’impianto di carica a casa

Infine, Royale ha spiegato che 1,5 miliardi di euro andranno a sovvenzionare le strategie “zero rifiuti” e “più energia ai territori”, ovvero andranno a quelle comunità o edifici che producono più energia di quanta ne importino da fonti esterne.

La capacità nucleare totale sarà ridotta e EDF dovrà illustrare la strategia per rinnovare il suo mix di fonti energetiche, in linea con gli aggiornamenti legislativi.

Dove prenderà i soldi il governo francese? La metà delle risorse arriverà da Caisse des Dépôts et Consignations mentre, assicura il ministro, molte banche private sono disposte a coprire il resto.

31 luglio 2014
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