Mantenere il proprio cervello in salute grazie alle fragole. La scoperta arriva dagli Stati Uniti e promette di rallegrare l’umore di tutti i suoi estimatori: non sono solo buone, ma fanno anche bene. Lo sostengono i ricercatori del Centro di Nutrizione della Tufts University, che hanno in questi giorni pubblicato i risultati delle analisi condotte in collaborazione con la Baltimore County University nel Maryland.

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Come pubblicato su Expert Review of Neurotherapeutics, secondo i ricercatori le potenzialità delle fragole si spingerebbero fino al possibile freno della degenerazione cognitiva mentale. Alcune sostanze contenute in generale nei frutti di bosco li renderebbero un rimedio naturale per aiutare il cervello a “ripulirsi” dalle tossine. Un possibile aiuto quindi anche nella prevenzione di malattie come l’Alzheimer, come spiega il Dr. Shibu Poulose:

La maggior parte delle malattie del cervello come l’Alzheimer e il Parkinson hanno mostrato una maggiore quantità di proteine tossiche. Le bacche sembrano promuovere l’autofagia, il meccanismo di pulizia naturale del cervello, riducendo in tal modo l’accumulo di tossine.

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Durante i due mesi della sperimentazione ad un gruppo di ratti è stata somministrata una dieta ricca di fragole e frutti di bosco in generale, non tardando secondo Poulose a mostrare i primi positivi risultati:

Dopo 30 giorni di dieta con lo stesso tipo di bacca, i ratti hanno sperimentato una significativa protezione contro le radiazioni rispetto al gruppo di controllo. Abbiamo osservato significativi e speculari benefici delle diete con entrambi i frutti di bosco, e questo effetto è dovuto ai fitonutrienti presenti.

Dopo questi test preliminari il gruppo coordinato dalla Dr. Barbara Shukitt-Halepasserà ora alla sperimentazione su esseri umani, di età compresa tra i 60 e i 75 anni, al fine di verificare l’applicabilità all’uomo di tali scoperte.

Infine una curiosità riguardo le fragole. Al contrario di quanto viene comunemente sostenuto, queste piccole delizie non sono della vera e propria frutta. Si tratta in realtà di uno sviluppo particolare dell’inflorescenza della pianta, i cui veri frutti sono quei piccoli “semini” gialli che si trovano sul lato esterno e dei quali rappresentano di fatto una sorta di “agglomerato”.

23 aprile 2013
I vostri commenti
angela, giovedì 16 maggio 2013 alle0:20 ha scritto: rispondi »

E' un sito interessante, mi piace complimenti!!!

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