Le fragole si possono mangiare in gravidanza, a meno che la futura mamma non sia allergica o intollerante al frutto. In realtà, vale per questa varietà la stessa regola da rispettare per gli altri tipi di frutta fresca: le fragole devono essere accuratamente lavate, seguendo i consigli che il ginecologo fornisce a ogni paziente in stato interessante.

Le fragole contengono, tra le altre sostanze, anche alcune molecole che causano la liberazione dell’istamina: per tale motivo, potrebbero causare rossore anche marcato in gravidanza, in donne che prima non avevano mai accusato sintomi al consumo.

=> Scopri i benefici del cioccolato in gravidanza


Vediamo quali sono le caratteristiche nutrizionali delle fragole, utili anche alla futura mamma, e quali sono le indicazioni al consumo e al lavaggio.

Caratteristiche nutrizionali delle fragole

Le fragole sono un frutto poco calorico: una porzione da 100 g contiene solo 27 kcal: più del 90% del peso è infatti costituito da acqua. Molto contenuta la quantità di carboidrati, solo i 5% del peso, e trascurabile è l’apporto di proteine e grassi.

In merito ai glucidi, è essenziale ricordare che si tratta per la totalità di zuccheri semplici, ma ciò non implica che debbano essere eliminati dalla dieta della futura mamma, nell’intento di controllare la glicemia. Chi soffre di diabete, dovrebbe fare attenzione a consumare porzioni di frutta che contengano al massimo 15 g di carboidrati: rispettando dunque questa indicazione, 100 g di fragole apportano solo 1/3 della quantità di carboidrati suggerita. Oltretutto, vale per tutta la frutta vale anche una considerazione aggiuntiva: il buon contenuto di fibra riduce il picco glicemico dopo la digestione.

=>Scopri gli alimenti ricchi di vitamina C


In un recente studio dell’Università di Warwick, i ricercatori hanno confermato che le fragole, così come altri frutti rossi, hanno un effetto positivo sia sulla riduzione dei livelli di colesterolo e lipidi nel sangue, che sul livello degli zuccheri.

Le fragole sono soprattutto di vitamina C e di sali minerali come potassio, ferro e calcio. Per assicurarsi tutto l’apporto di ferro, è preferibile consumarle con un po’ di succo di limone. Il ferro presente nella frutta, e negli altri alimenti di origine vegetale, è infatti definito “non-eme” e ha un tasso di assorbimento inferiore rispetto ai cibi di origine animale. L’acido ascorbico del succo di limone ne favorisce l’assorbimento come ione ferroso.

Lavaggio delle fragole in gravidanza

Frutta e verdura devono sempre essere accuratamente lavate prima del consumo: si tratta di una regola generale, che va rispettata per eliminare tracce di polvere, talvolta terra, e eventuali pesticidi.

L’accorgimento è quanto più valido in gravidanza, anche per per difendersi dalla toxoplasmosi. A oggi, è considerato sufficiente un accurato lavaggio, mentre l’impiego di Amuchina o altre soluzione disinfettanti andrebbe limitato solo a situazioni particolari.

Queste le indicazioni del Ministero della Salute in termini di benessere materno-infantile in corso di gravidanza: frutta fresca e verdura cruda – incluse quelle in busta già pronte per il consumo – così come i frutti di bosco surgelati, potrebbero veicolare agenti patogeni come toxoplasma gondii, salmonella, virus dell’epatite A e norovirus. Pertanto è opportuno che questi alimenti vengano consumato solo dopo accurato lavaggio: se possibile, la frutta andrebbe anche sbucciata, mentre quelli di bosco surgelati consumati solo dopo una cottura di almeno 10 minuti.

20 marzo 2017
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento