Tra i pro e i contro del fracking, la fratturazione idraulica realizzata per estrarre idrocarburi dal sottosuolo roccioso, ora si aggiunge un rischio molto importante. Uno studio pubblicato sulla rivista ACS Environmental Science & Technology e guidato da William A. Mitch e Avner Vengosh rivela che, anche se trattate, le enormi quantità d’acqua utilizzate in pressione e poi fatte confluire nei corsi d’acqua contengono sostanze tossiche.

Le acque di scarto risultano altamente radioattive, con alti livelli di metalli pesanti e alogenuri, ovvero sali di bromo, cloro e iodio. Solitamente dopo la lavorazione vengono fatte confluire in impianti di depurazione per rientrare poi nella rete idrica.

La depurazione classica però, che prevede metodi di natura chimica, fisica e biologica, secondo questo studio, si rivelerebbe insufficiente. Gli impianti utilizzati per la depurazione non sono in grado di rimuovere gli alogenuri, ma non basta. I normali processi di clorazione e ozonizzazione, in presenza degli inquinanti presenti in queste acque, potrebbero portare a dei sottoprodotti tossici.

È quello che è stato osservato, in analisi svolte dai ricercatori nei fiumi Ohio e Allegheny, in Pennsylvania e Arkansas, simulando le condizioni reali in cui le acque reflue siano presenti in percentuali differenti nell’acqua dei fiumi.

I dati rilevati hanno confermato i loro timori: a concentrazioni dallo 0,01% fino allo 0,1%, quindi molto basse, si formava effettivamente, dalle reazioni utilizzate per la depurazione, una certa quantità di sostanze tossiche come trialometani bromurati e iodati, aloacetonitrili bromurati, cloroammine e N-nitroso dimetilammina.

Una soluzione, dicono gli scienziati, potrebbe essere quella di non scaricare il totale delle acque reflue nelle acque superficiali. Poi servirebbero specifiche tecniche di rimozione per gli alogenuri, oltre a piani di monitoraggio delle acque e regolamentazione normativa delle sostanze tossiche prodotte, per garantire una procedura di tutela che possa rendere sicuro l’utilizzo della rete idrica.

25 settembre 2014
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Angelo, venerdì 26 settembre 2014 alle12:02 ha scritto: rispondi »

Volenti o nolenti è ovvio che ci sarà inquinamento delle acque e pure innesco terremoti !

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