Fracking seconda fonte di emissioni CO2 negli USA

L’Environment Protection Agency (EPA) statunitense ha rilasciato i dati relativi al 2011 delle emissioni di gas in atmosfera serra, soprattutto CO2 e metano, causate dalle attività produttive, industriali ed energetiche. Le centrali elettriche sono di gran lunga gli impianti che più di tutti emettono anidride carbonica, seguiti dalle attività petrolifere e dalle raffinerie.

emissioni CO2 USA

Al quarto posto tra le attività con maggiori emissioni di gas serra ci sono le industrie chimiche, poi “altri impianti”, i rifiuti, l’industria dei metalli, quella dei minerali e quella della carta. Il secondo posto delle attività petrolifere non stupisce affatto: da tempo gli scienziati americani hanno messo in luce che il fracking, la fratturazione idraulica con la quale si estraggono lo shale gas e gli altri idrocarburi non convenzionali, “perde gas”.

>>Leggi come il metano potrebbe mettere il clima a rischio più del carbone

È il cosiddetto fenomeno del “leaking”: pozzi, pipeline e altre infrastrutture legate all’estrazione del metano sono piene di fughe di gas in atmosfera. Il metano è un gas serra decine di volte più potente della CO2 e disperderlo nell’aria per banali inefficienze tecniche è a dir poco assurdo. Come assurde sembrano le parole di Michael Levi del Council of Foreign Relations di New York che ammette:

La produzione di olio e gas è un’area in cui abbiamo risposte tecnologiche ai nostri problemi. Sappiamo come risolvere molti di questi problemi, dobbiamo solo decidere di farlo.

Il problema, però, è più complesso: anche “tappando i buchi” l’estrazione in massa del metano (col fracking o senza) e del petrolio ha un impatto forte sul clima a causa di un’altra tecnica molto contestata: il “flaring“, la necessità di bruciare senza filtro e in loco il gas in eccesso che risale dal pozzo, onde evitare pericolosissime esplosioni. Una piccola fiaccola, dice l’industria petrolifera. Migliaia di fiaccole, fanno notare gli ambientalisti contando le decine di migliaia di pozzi attivi (la maggior parte spuntati come funghi con il boom del fracking) sparsi negli Stati Uniti.

7 febbraio 2013
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I vostri commenti
Gabriele, lunedì 30 settembre 2013 alle11:51 ha scritto: rispondi »

L'articolo é farcito di spaventose inesattezze che portano a squalificarlo come fonte attendibile di informazione. Spiace che Peppe Croce scriva senza avere le conoscenze di base per trattare un argomento cosi delicato come l'energia, che tutti noi utilizziamo 24 h su 24. Brevemente (ma l'argomento é complesso e meriterebbe ben più spazio) le più macroscopiche Non so chi siano gli "scienziati americani" citati dal Croce: per essere minimamente seri occorrerebbe citare le relazione degli Ordini dei Geologi Americani: se il fenomeno fosse cosi evidente lo avrebbero già messo sotto osservazione, sia per le presunte emissioni che per i presunti terremoti : quanto meno per evitare che i cittadini possano citare per danni le società che producono con tecnica di fraking lo shale gas: non mi risulta che questo sia stato fatto e tutti gli allarmismi fanno riferimento a presunti"scienziati americani", pareri di ricercatori anonimi, o Yoko Ono. Il "flaring" non viene usato per "evitare pericolose esplosioni", ma per evitare che il metano, associato alla produzione di petrolio grezzo, possa essere disperso in atmosfera (secondo il principio che, se necessario , é meglio emettere la CO2 della combustione che il metano tal quale). E' una tecnica abbandonata da almeno 30 anni e del tutto desueta, propria nei paesi tecnicamente più arretrati: il metano é prezioso e quando lo si raccoglie nel corso della produzione di petrolio i paesi più avanzati lo reiniettano nel sottosuolo sia per poterlo recuperare che per mantenere alta la pressione di produzione dei giacimenti, o creano infrastrutture per rivenderlo: vedi il caso della Libia che da quando é collegata alla Sicilia con un metanodotto, guerra permettendo, lo sta esportando massicciamente, In conclusione: ci sono argomenti , come la cardiochirurgia, dove nessuno che non abbia almeno una laurea un medicina , si permette di dare giudizi, consigli ofare supposizioni. Con l'energia é diverso: leggo nei blog di persone che non anno le minime conoscenze che lo fanno: a questi cheido di prendersi prima una laurea in Petroleum Engineer e poi di scrivere ( o parlarne,,,) Saluti a tutti

Franco Pace, domenica 10 febbraio 2013 alle11:50 ha scritto: rispondi »

Angelo, hai tutta la mia approvazione .........  

Angelo, venerdì 8 febbraio 2013 alle10:16 ha scritto: rispondi »

Michael Levi il fracking vallo a fare sotto casa tua, scimunitoooo !  Ti auguro che sfrugugliando la faglia che passa sotto casa tua il terremoto che ne seguirà ti faccia crollare la casa con te sotto !

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