Fracking: scorie radioattive dall’acqua di riflusso

Ci sarebbero anche scorie radioattive alla base dei rifiuti che deriverebbero dal fracking. Quest’ultimo è una tecnica idraulica che viene utilizzata per estrarre lo “shale gas”. In seguito a questo processo vengono immessi nel sottosuolo diverse sostanze che portano alla formazione di acque di riflusso.

In queste ultime viene riscontrata anche la presenza di elementi radioattivi. Essi sono costituiti soprattutto dal bario e dal radio. Come mai queste scorie emergono in seguito al fracking? Gli esperti del Dartmouth College hanno effettuato due studi, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Chemical Geology.

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I ricercatori hanno concentrato la loro attenzione in particolare nei territori in cui si applica il fracking nello Stato di New York e in altre zone della Virginia. Joshua Landis, uno degli autori dello studio, ha spiegato:

L’interazione tra acqua e roccia che si verifica a chilometri sotto la superficie del terreno è molto difficile da studiare. Le nostre misurazioni sugli isotopi del radio forniscono nuove informazioni su questo problema.

Il fenomeno delle scorie radioattive si verificherebbe perché l’acqua per risalire in superficie porta con sé dei sali. Questa caratteristica comporta la risalita anche di sostanze radioattive. In questo modo gli scienziati hanno potuto determinare il motivo per cui il fracking comporta la produzione di rifiuti nocivi, che comprendono anche idrocarburi e metalli. Il radio nello specifico deriverebbe da minerali di carattere argilloso che l’acqua porterebbe con sé nel suo percorso attraverso le spaccature che si formano sul terreno.

19 ottobre 2018
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