Un nuovo studio rileva che il fracking può aumentare la radioattività delle acque sotterranee, ma non al di sopra dei limiti di esposizione fissati per la salute umana nel Regno Unito. La ricerca è stata condotta da un consorzio indipendente e firmata da accademici della Durham University (UK), che ha poi pubblicato un documento sui materiali radioattivi presenti nelle acque di scarico.

Le analisi, in particolare, hanno rilevato che le attività di sfruttamento del gas di scisto sono collegabili a un aumento delle concentrazioni di elementi radioattivi nelle acque di scarico rispetto ai livelli delle acque sotterranee locali. Le concentrazioni, comunque, sono inferiori rispetto ad altri scarichi (anche da settori non nucleari) e soprattutto a quelli legati alla produzione di petrolio e gas offshore convenzionale.

I livelli di radioattività, in ogni caso, non sono al di sopra dei limiti di esposizione fissati per la salute umana nel Regno Unito. La ricerca, pubblicata su Environmental Science & Pollution Research, ha esaminato i livelli mutevoli di radioattività nel liquido di reflusso in tre diversi siti: Bowland (UK), Siluriano (Polonia) e Barnett (USA).

Il documento ha esaminato anche i volumi di acqua e la radioattività rilevata in settori analoghi quali l’industria petrolifera e del gas offshore e l’industria nucleare.

Si è riscontrato che, rispetto allo shale gas, il rilascio di radioattività in acqua sarebbe superiore sia per l’estrazione di petrolio e gas offshore che per la produzione di energia nucleare. Fred Worrall, professore di Chimica Ambientale presso la Durham University e autore del documento, ha dichiarato:

I risultati di questa ricerca confermano che i livelli di radioattività dell’acqua di scarico proveniente dalle operazioni di estrazione del gas di scisto sono inferiori al limite annuale di esposizione stabilito dalla Agenzia per l’ambiente UK e non porrebbe una minaccia significativa per la salute pubblica.

26 giugno 2014
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I vostri commenti
vittorio d'ascanio, venerdì 27 giugno 2014 alle10:30 ha scritto: rispondi »

L'acqua iniettata nelle rocce spugnose che contengono gli idrocarburi al fine di FRATTURARLE per liberare il gas o l'olio E' NORMALMENTE ADDITIVATA DA "ABBOMINEVOLI" SOSTANZE CHIMICHE COME SOLVENTI, ACIDI, DISGREGANTI, ECC. SONO NECESSARI ANCHE "TRACCIANTI RADIOATTIVI" (ossia ATOMI RADIOATTIVI) al fine di controllare l' ANDAMENTO del processo di FRANTUMAZIONE DELLE ROCCE MINERALIZZATE. Un tecnico ha detto che bisogna controllare anche i microrganismi sotterranei che hanno la pessima abitudine di richiudere le fratture indotte. Con l'impiego, immagino, di sostanze antibiotiche a tonnellate. Come dire che i microrganismi, oltre che aver sintetizzato il gas (sottraendo il carbonio in eccesso nell'atmosfera), cercano anche di tenerlo imprigionato nelle rocce sotterranee insieme al altre sostanze inquinanti e velenose. E' INEVITABILE CHE, DISTRUGGENDO DETTI SISTEMI, QUESTE SOSTANZE FINISCANO POI NELL'ACQUA DEI NOSTRI RUBINETTI. Il lettore che vuole informazioni più approfondite é pregato di andare a leggersele sul mio sito dove dico che l'ecosistema terrestre é opera esclusiva dei microrganismi da cui dipendiamo totalmente. Interferire con la loro azione mette a rischio la nostra stessa sopravvivenza. Vittorio D'Ascanio

Silvano Ghezzo, giovedì 26 giugno 2014 alle22:41 ha scritto: rispondi »

Radioattività sopra il livello stabilito? "No problem" , basta alzarlo per legge e tutto è risolto. Morale: la gente deve morire tranquilla e senza dare problemi.

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