Il fracking può indurre terremoti anche a decine di chilometri di distanza dal luogo in cui viene praticato. A rivelare la nuova pericolosa relazione tra la tecnica della fratturazione idraulica e i terremoti è un recente studio condotto dai ricercatori della Cornell University.

Il fracking consiste nel pompaggio di sabbia, acqua pressurizzata e altre sostanze chimiche nei pozzi, al fine di incrementare la produttività dei giacimenti di gas scisto o petroliferi favorendo la risalita dei combustibili creando delle crepe nella roccia. Stando alle conclusioni della nuova ricerca questo metodo, ampiamente utilizzato in Nord America, potrebbe innescare degli eventi sismici nel raggio di diversi chilometri.

La scoperta amplia le conoscenze sull’impatto del fracking aggiungendo dati preoccupanti a quanto già noto. Finora il fracking era stato associato, oltre che all’inquinamento, a scosse di piccola entità nelle immediate vicinanze dei pozzi in cui veniva pompata l’acqua. I ricercatori hanno individuato un’associazione diretta tra un sisma avvenuto nello stato dell’Oklahoma e il fracking praticato in pozzi distanti ben 50 chilometri dall’epicentro.

Le iniezioni provocano tremori della crosta terrestre, un fenomeno noto come sismicità indotta che sta interessando sempre più aree degli Stati Uniti negli ultimi anni. Nell’area orientale e centrale degli USA i fenomeni sismici sono aumentati negli ultimi anni, a seguito di un intensificarsi dell’utilizzo del fracking per l’estrazione di gas di scisto e petrolio in Colorado, Oklahoma e Texas.

I dati forniti dallo US Geological Survey (USGS) parlano chiaro: nel triennio 2010-2012 si sono verificati mediamente 100 terremoti all’anno con una magnitudo superiore ai 3 gradi, a fronte di un tasso medio di 21 eventi all’anno registrati nel periodo 1967-2000.

I sismologi, tuttavia, si mostrano cauti perché non è possibile determinare con assoluta certezza cosa scateni i fenomeni sismici. Ciononostante, gli scienziati continueranno a vigilare sulla relazione tra fracking e terremoti, considerata la portata dei potenziali rischi nelle aree coinvolte.

6 maggio 2014
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I vostri commenti
Angelo, venerdì 16 maggio 2014 alle18:42 ha scritto: rispondi »

REPORT ( Gabanelli ) DI LUNEDI' 12 MAGGIO !!!!! NON AGGIUNGO ALTRO !!!!

Massimiliano, martedì 13 maggio 2014 alle15:32 ha scritto: rispondi »

Importante documentare sempre di più certe cose anziche programmi con le scatole e delle facili vincite siamo purtroppo un popolo di Ingnoranti, così han voluto i ns. politici ! Per il miglio tornaconto!! Basta con la devastazione della terra!!

Silvano Ghezzo, giovedì 8 maggio 2014 alle2:17 ha scritto: rispondi »

Purtroppo ci sono persone e centri di potere che pur di fare soldi "sbranerebbero" tutta la Terra senza rimorso alcuno, al motto di "dopo di me il diluvio".

Angelo, mercoledì 7 maggio 2014 alle20:31 ha scritto: rispondi »

Caro Boschi impara da questi lavori e verifiche scientifiche prima di sparare cazzate !!!!!!!!

Angelo, mercoledì 7 maggio 2014 alle9:53 ha scritto: rispondi »

Commissione Ichese, Mise, Errani, Gazzolo, ecc. ecc. prendete notaaaaaa !!!!!

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