I fluidi iniettati nel sottosuolo dalle compagnie energetiche che utilizzano il fracking dovrebbero essere catalogati e analizzati. A chiederlo sono i ricercatori Martin Elsner e Kathrin Hoelzer in un articolo apparso sulla rivista Environmental Science & Technology, edita dall’American Chemical Society. I due scienziati hanno analizzato gli studi effettuati finora sull’impatto ambientale del fracking.

La tecnica consiste nell’iniezione di soluzioni nei giacimenti di shale gas, volte a fratturare le rocce e a facilitare la risalita del gas naturale. Precedenti ricerche hanno collegato il fracking alla contaminazione delle falde acquifere, alla fuoriuscita di radon e metano dai pozzi dismessi e persino a un maggiore rischio sismico. Per prevenire rischi per la salute pubblica e l’ambiente in diversi Stati americani l’impiego della fratturazione idraulica è stato vietato.

I ricercatori americani fanno notare che alcune delle sostanze impiegate dall’industria dello shale gas sono innocue, altre sono cancerogene e tossiche. Secondo gli esperti è però difficile valutare in modo esaustivo i rischi del fracking, perché le compagnie energetiche non rivelano tutte le sostanze contenute nei fluidi iniettati nei giacimenti. Anche quando queste sostanze sono note mancano inoltre studi sulla loro interazione con altre sostanze presenti nel sottosuolo.

Gli scienziati invitano le compagnie energetiche a una maggiore trasparenza. Soltanto conoscendo l’elenco completo delle sostanze impiegate è possibile mettere a punto strategie per depurare le acque reflue e prevenire la contaminazione delle falde acquifere. Inoltre sapere quali composti cercare nelle acque può facilitare una diagnosi tempestiva in caso di incidente, riducendo i rischi per la popolazione.

Compiere studi più approfonditi sui rischi del fracking è prioritario. Negli ultimi anni la tecnica ha permesso di abbattere i costi dell’energia e di continuare a operare in giacimenti impossibili da sfruttare con altri metodi estrattivi. Secondo gli analisti l’impiego della fratturazione idraulica è destinato a crescere ancora per molti anni. Un motivo in più per fare luce sui potenziali rischi per l’ambiente e per la salute pubblica.

10 marzo 2016
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