Il fracking continua a far discutere il mondo scientifico e a dividere l’opinione pubblica. Nel tentativo di fare chiarezza sui vantaggi e sui rischi della fratturazione idraulica, un recente studio pubblicato sull’Annual Review of Environment and Resources ha revisionato 165 ricerche scientifiche condotte sull’argomento.

Il team di 7 scienziati che ha condotto l’analisi ha cercato di capire quanto il fracking sia conveniente per l’ambiente e sicuro per l’incolumità della popolazione, alla luce di un utilizzo sempre maggiore della tecnica da parte dell’industria degli idrocarburi.

Negli ultimi anni il fracking ha infatti conosciuto un impiego sempre più massiccio nei giacimenti di gas di scisto o petroliferi. La creazione di crepe nella roccia, ottenuta per mezzo del pompaggio di sabbia e acqua pressurizzata, rende infatti i pozzi più produttivi, favorendo la risalita dei combustibili fossili anche nei giacimenti considerati esausti.

I ricercatori hanno scoperto che il fracking fa segnare un punto a suo favore sul fronte del consumo di risorse. Il gas naturale estratto con la fratturazione idraulica regge bene il confronto con il carbone e con il nucleare. Anche se il processo di estrazione richiede molta acqua la generazione di elettricità da gas naturale è meno dispendiosa rispetto alle fonti convenzionali.

Dall’estrazione alla produzione, le centrali a carbone consumano oltre il doppio dell’acqua per megawatt-ora prodotto. Anche rispetto all’etanolo il consumo idrico è inferiore. Ciononostante gli scienziati fanno notare che fotovoltaico e solare non consumano affatto acqua. Ottenere gas naturale a basso costo e in grandi quantità per mezzo del fracking potrebbe frenare la ricerca tecnologica e la crescita delle rinnovabili.

Per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico, il gas naturale produce meno emissioni del carbone. D’altro canto, preoccupano le frequenti perdite di metano dalle condutture. A dispetto delle preoccupazioni della popolazione che vive vicino ai giacimenti di gas naturale, la contaminazione dell’acqua potabile è invece un’evenienza poco frequente. A preoccupare maggiormente gli esperti è piuttosto lo smaltimento delle acque reflue. Alcuni Stati ne consentono il reimpiego negli allevamenti, per abbeverare il bestiame, e per la pulizia delle strade. In molti casi le acque reflue vengono inviate a impianti di depurazione non attrezzati a sufficienza per eliminare le sostanze chimiche presenti.

Tutte pessime idee secondo gli esperti. Basti pensare ai risultati di un recente studio che ha evidenziato come l’uso agricolo delle acque reflue abbia ucciso più della metà degli alberi nelle aree limitrofe nell’arco di due anni.

Per quanto riguarda il rapporto tra fracking e terremoti, la revisione degli studi esistenti ha concluso che con i dovuti accorgimenti è possibile prevenire facilmente i fenomeni sismici correlati. Ancora incerti invece i rischi per la salute del fracking. Gli scienziati invocano maggiori studi sull’argomento, per poter valutare i pericoli che corrono gli abitanti delle aree vicino ai pozzi.

15 settembre 2014
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I vostri commenti
Angelo, lunedì 15 settembre 2014 alle19:06 ha scritto: rispondi »

Ma andatelo a praticare nei possedimenti di chi spinge tale tipo di mostruosità per l'umanità intera ! Che ne è della decina di prodotti chimici che vengono spinti a forza nel sottosuolo inquinando le falde acquifere ? E delle cartucce esplosive sprigionanti radioattività ? Ma avete ultimamente visto i servizi di "Report" ? In ogni modo andate a fare cracking dove volete ma non nella Bassa Modenese ! Noi abbiamo già notevolmente datooooooo !

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