È stata annunciata durante la riunione di gabinetto di fine anno e con una conferenza tenuta ieri, da parte di Andrew Cuomo, Governatore dello Stato di New York, il divieto di praticare il fracking all’interno del suo territorio.

Una decisione che segna una svolta, se si conta che è lo Stato con le riserve maggiori di shale gas negli Stati Uniti. New York si adagia infatti sull’abbondante formazione di gas chiamata Marcellus, ma il suo Governatore ha preferito mettere la sicurezza e la salute prima dei benefici economici:

Mi atterrò a quello che dicono gli esperti.

Sì, perché il Dipartimento della Salute ha impiegato 4500 ore di lavoro nel revisionare studi accademici, sentire esperti, incontrare i funzionari della sanità degli altri Stati. Tutto questo per verificare se ci potessero essere davvero dei rischi, e quali fossero, causati da questa tanto contestata pratica.

I risultati hanno portato alla conclusione che i rischi sono reali, soprattutto per la contaminazione delle acque sotterranee e l’aumento di morti per incidenti stradali conseguenti ai cantieri, come si è verificato in Wyoming e Pennsylvania. Howard Zucker, vice Commissario alla Salute ha affermato che i rischi erano troppo elevati per poter osare. Ci si è insomma avvalsi del principio di precauzione.

Questo potrebbe essere un precedente importante, che gli ambientalisti si augurano possa influenzare anche il futuro della Pennsylvania e dell’altra trentina di Stati in cui è ammessa la pratica dell’estrazione di idrocarburi attraverso la fratturazione idraulica. Per il momento hanno manifestato la loro soddisfazione nei confronti di questa scelta, che potrebbe essere stata determinata anche dal clamore delle proteste di pochi giorni fa proprio davanti all’ufficio di Cuomo.

Alcune parti di loro però fanno notare come rimanga confermato, per il momento, l’accordo con Crestwood Midstream, compagnia distributrice di energia, che ha acquisito le caverne di sale sotterrane, sulla riva occidentale del lago Senaca, nella zona centrale dello Stato. Se Cuomo volesse essere coerente al 100% dovrebbe preservare anche questo lago che fornisce acqua potabile per oltre 100.000 newyorkesi e che diventerà invece uno dei più grandi impianti di stoccaggio di gas di scisto degli Stati Uniti.

Dalla parte opposta le posizioni, per esempio, del New York State Petroleum Council e dell’American Petroleum Institute sono di assoluto disappunto dal momento che, dichiarano, questa decisione priva le casse dello Stato delle entrate e dei benefici per l’economia che il settore potrebbe portare.

Per oggi la salute ha avuto però la precedenza, resta da vedere se questo sarà un caso isolato o se la movimentazione dal basso riuscirà a intaccare gli interessi economici di una potenza come gli Stati Uniti, che ha puntato tutto negli ultimi tempi, proprio su questa risorsa.

18 dicembre 2014
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