Fracking, la Germania apre le porte allo shale gas

Come volevasi dimostrare: la presunta chiusura del ministro tedesco dell’Ambiente, Peter Altmaier, al fracking è una bufala pre-elettorale. Lo prevedevamo il 12 febbraio scorso, quando si era diffusa la notizia dell’intervista in cui Altmaier giurava e spergiurava che non avrebbe dato via libera alla fratturazione idraulica del gas di scisto in Germania.

Quattordici giorni fa ci era venuto il sospetto che la questione fracking in Germania fosse tutt’altro che chiusa e che l’ottimismo sulla stampa internazionale e italiana, comprese le pagine di diverse blogstar, fosse quanto meno avventato e frutto di un giudizio superficiale. Purtroppo avevamo ragione: il ministro federale all’Ambiente Peter Altmaier e il suo collega all’Economia hanno firmato una bozza di regolazione per il fracking.

Che, di conseguenza, si farà e non sarà del tutto vietato. La notizia l’ha data il quotidiano tedesco Handelsblatt, aggiungendo anche molti dettagli interessanti. Innanzitutto che si tratta di una bozza e non di una regolamentazione definitiva.

A questo punto le ipotesi sono due: o la Merkel cede alle pressioni di multinazionali come l’americana Exxon e la tedesca Basf e trasforma la bozza in legge prima delle elezioni, andando allo scontro certo con la Camera Federale, o lascia la patata bollente al prossimo Governo. Due settimane fa eravamo propensi per la seconda ipotesi, vedremo come va a finire.

Ma ci sono altri dettagli: nella bozza si ipotizzano anche dei limiti al fracking, che non potrà essere libero e selvaggio come in America. In particolare, non si potrà fare fratturazione idraulica nei pressi di un bacino idrico o di pozzi d’acqua ancora attivi. Questo riduce, spiega l’Handelsblatt, di circa il 14% il potenziale shale gas estraibile rispetto al totale stimato nel 2012 dall’Agenzia Federale per l’Ambiente in circa 2,3 trilioni (migliaia di miliardi) di metri cubi.

Un quantitativo che basterebbe ad alimentare per 13 anni i consumi civili, elettrici e industriali tedeschi.

26 febbraio 2013
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I vostri commenti
Angelo, mercoledì 27 febbraio 2013 alle12:30 ha scritto: rispondi »

Evitare di trivellare e sfrugugliare solo in prossimità di bacini idrici e pozzi attivi ?! E come la mettiamo con le faglie in continua agitazione ?  Attenzione a che tutte queste ...Sorelle... multinazionali come Exxson, Basf, Ergs, Northern P., ecc. non si mettano a far scoppiare barre al berillio (radiottivo) e ad immettere ogni tipo di porcherie chimiche a 250 bars in modo scriteriato nel sottosuolo !  I terremoti del 20 e 29 Maggio u.s. in Italia nella bassa modenese (pianura padana) dovrebbero aver insegnato qualcosa ai nostri amici tedeschi, spero ! Hanno una grande opportunità decisionale, con l'esempio dell'Italia che ha fatto da cavia !!!!!!         

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