Il fracking continua a dividere l’America. La tecnica della fratturazione idraulica, utilizzata per estrarre il gas naturale intrappolato nelle rocce, è stata associata al rischio di terremoti e di contaminazione delle acque da diversi studi. Per via dei potenziali rischi del fracking per la salute pubblica la Florida, non certo nota per il proibizionismo facile, sta seriamente pensando a una messa al bando.

A chiederlo è Evan Jenne, un rappresentante dello Stato della Florida, che ha presentato un disegno di legge per mettere al bando il fracking. Le motivazioni addotte a sostegno dell’approvazione del provvedimento legislativo sono principalmente due: i rischi per la salute pubblica derivanti dalla pratica della fratturazione idraulica e il pericolo di una crisi idrica.

Sulla prima ragione si è già detto molto: il fracking è stato associato alla contaminazione delle falde acquifere e a terremoti di lieve entità. Iniettare acqua, sabbia e sostanze chimiche a pressioni elevate nel sottosuolo può infatti riattivare vecchie faglie sconosciute ai geologi.

Per quanto riguarda il rischio di scarsità idrica, il fracking richiede enormi quantità di acqua e potrebbe mettere a rischio l’acqua potabile destinata alla popolazione e all’irrigazione dei campi.

Nel disegno di legge si sottolinea l’utilizzo di sostanze chimiche tossiche nei giacimenti di shale gas. Inoltre si menzionano le fuoriuscite di metano legate alla pratica. Emissioni climalteranti che aggravano il riscaldamento globale di matrice antropica.

Dietro la richiesta della messa al bando del fracking in Florida c’è però soprattutto la difficoltà dello Stato di rispondere alla domanda idrica negli ultimi anni. La siccità esacerbata dai cambiamenti climatici, l’agricoltura intensiva e il fabbisogno idrico dell’industria energetica stanno infatti impedendo alle autorità la piena copertura della richiesta di acqua potabile dello Stato. Come spiegano i promotori della legge:

Bannando il fracking proteggeremo la salute pubblica e il welfare.

Già nel mese dicembre un disegno di legge mai andato in porto, presentato da due senatori della Florida, chiedeva che le compagnie energetiche fossero tenute a fornire la lista delle sostanze chimiche iniettate nel sottosuolo. La speranza degli ambientalisti è che questo nuovo provvedimento legislativo ottenga più fortuna del precedente.

12 gennaio 2015
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