Nel Regno Unito negli ultimi sei mesi l’elettricità generata da fonte fotovoltaica ha superato la produzione energetica delle centrali a carbone. A rivelarlo sono gli analisti del Carbon Brief, un panel sui cambiamenti climatici. Si tratta di un evento senza precedenti nella storia energetica del Paese.

Il sorpasso del fotovoltaico sul carbone è avvenuto da aprile a settembre 2016. I primi segnali dell’ascesa del solare e del declino del carbone nel mix britannico si erano avuti già nel mese di aprile, quando la produzione fotovoltaica aveva superato per un giorno quella da carbone. Un sorpasso che era poi stato replicato per tutto il mese di maggio, quando per diversi giorni la produzione di elettricità delle centrali a carbone si era addirittura azzerata.

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Da inizio aprile a fine settembre 2016 la produzione fotovoltaica si è attestata sui 6.964 GWh, pari al 5,4% della domanda di elettricità del Regno Unito. Il carbone nello stesso periodo ha prodotto 6.342 GWh, pari al 4,7% del fabbisogno elettrico del Paese.

Gli esperti spiegano che questa tendenza purtroppo non è destinata a proseguire nei prossimi mesi. In autunno e in inverno la produzione solare è inferiore. Ciononostante il sorpasso registrato nell’ultimo semestre è un segnale importante, che testimonia il successo degli incentivi al fotovoltaico e delle tasse sui gas serra approvate dal Governo.

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Le compagnie fossili operative nel Regno Unito, scoraggiate dall’aumento della carbon tax, hanno chiuso molti impianti. Solo quest’anno a chiudere i battenti sono state tre delle più grandi centrali a carbone del Paese: Longannet, Ferrybridge C e Rugeley. Altre tre centrali erano state chiuse tra il 2012 e il 2014 perché le compagnie non riuscivano a sostenere i costi di adeguamento degli impianti ai nuovi standard sulle emissioni di gas serra.

Anche il futuro della centrale di Eggborough, chiusa a febbraio e poi riaperta per un ulteriore anno, appare incerto. Al momento nel Regno Unito si contano solo 10 centrali a carbone attive. Una è in fase di conversione e diventerà una centrale a biomasse, un’altra è attiva solo nei mesi invernali e quella di Eggborough fornisce elettricità solo in caso di bisogno.

L’industria solare britannica, forte di questi dati, chiede al Governo di sostenere maggiormente il fotovoltaico, penalizzato dai recenti tagli agli incentivi. Secondo gli esperti l’elettricità prodotta dagli impianti fotovoltaici avrebbe un prezzo inferiore persino rispetto all’energia della nuova centrale nucleare di Hinkley Point.

La Solar Trade Association reputa infondati i timori del Governo sui costi di rete troppo alti della transizione fotovoltaica. Aggiungere altri 40 GW di fotovoltaico al mix energetico britannico entro il 2030 porterebbe i costi legati alla produzione intermittente dalle attuali 1,3 sterline per MWh a 6,8 sterline per MWh.

6 ottobre 2016
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