Gli occupati nel settore fotovoltaico statunitense hanno superato per la prima volta, nel 2015, gli impiegati nell’industria estrattiva del petrolio e del gas naturale. L’occupazione nel solare è cresciuta 12 volte più velocemente che negli altri settori. A rivelarlo è l’ultimo rapporto sull’occupazione nelle energie rinnovabili pubblicato dalla International Renewable Energy Agency di Abu Dhabi.

I dati contenuti nella “Renewable Energy and Jobs – Annual Review” testimoniano uno sviluppo record dell’industria delle rinnovabili. Nel 2015 le energie pulite hanno dato lavoro a 8,1 milioni di persone in tutto il mondo, a fronte dei 7,7 milioni di occupati registrati nel 2014. L’incremento registrato è stato del 5%.

Nel 2014 l’incremento di posti di lavoro nelle rinnovabili si era attestato sul 14%. Il calo nel 2015 è dovuto ai minori investimenti nel settore dei biocarburanti, divenuti meno competitivi a seguito dell’abbassamento dei costi del petrolio. La filiera globale dei biocarburanti lo scorso anno ha impiegato 1,7 milioni di lavoratori, a fronte dei 2,8 milioni di addetti assorbiti dall’industria solare.

L’incremento dell’occupazione nelle rinnovabili sta sopperendo al calo di posti di lavoro nell’industria dei fossili, che rappresentano un investimento sempre meno redditizio per le compagnie energetiche. L’industria del gas e del petrolio a partire dalla metà del 2014, quando i prezzi dell’energia hanno iniziato a calare, ha bruciato 351.410 posti di lavoro.

Negli Stati Uniti le rinnovabili oggi danno lavoro a 769 mila persone a fronte dei 187 mila addetti dell’industria oil&gas. Anche in Cina nel 2015 gli occupati nelle rinnovabili hanno superato gli impiegati nel settore del petrolio e del gas, con uno stacco di ben il 35%. Ben il 60% degli occupati nelle energie pulite vivono in Asia.

Il direttore generale dell’IRENA spiega che la crescita dei posti di lavoro nelle energie rinnovabili contrasta con le tendenze al ribasso osservate negli altri settori energetici:

Questo incremento è trainato dal calo dei costi delle tecnologie rinnovabili e da politiche energetiche favorevoli. Nei prossimi anni ci aspettiamo un ulteriore aumento dell’occupazione perché decine di Paesi punteranno sulle energie pulite per centrare gli obiettivi climatici.

Gli analisti hanno stimato l’impatto sull’occupazione del raggiungimento dei target sulla riduzione delle emissioni di gas serra fissati dall’ONU. Le proiezioni parlano di 24 milioni di posti di lavoro nelle energie pulite entro il 2030.

26 maggio 2016
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