La corsa al fotovoltaico dell’India, avviata nel 2010 con l’approvazione di un ambizioso piano energetico, sta creando tensione nei rapporti commerciali con gli USA. Il governo indiano ha deciso di sfruttare il target di 100 GW di potenza fotovoltaica installata entro il 2022 per rilanciare l’economia nazionale.

I produttori fotovoltaici possono vendere al governo l’energia a tariffe prefissate soltanto se acquistano celle e moduli solari fabbricati in India. La clausola finora non ha sortito gli effetti sperati, perché appena il 5% delle componenti fotovoltaiche utilizzate nei parchi solari indiani è prodotta nel Paese.

La clausola “buy local” inoltre non è piaciuta agli USA, che nel 2013 ha portato l’India davanti all’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) accusandola di favorire indebitamente l’industria solare nazionale e di osteggiare l’importazione dei prodotti americani. Le accuse degli USA sono state rispedite al mittente dalle autorità indiane.

Il governo ha spiegato alla WTO che la clausola è stata inserita nel programma energetico per sviluppare la Green Economy, come richiesto dagli accordi internazionali per la lotta ai cambiamenti climatici. L’India ha inoltre spiegato che le componenti prodotte dall’industria solare nazionale non vengono utilizzate per ricavare profitti extra, bensì per centrare obiettivi pubblici.

Le argomentazioni dell’India non hanno sortito l’effetto sperato. L’Organizzazione Mondiale del Commercio ha accolto le ragioni degli Stati Uniti, stabilendo che la clausola “buy local” viola le regole del commercio internazionale. Una sentenza che l’India non ha accettato di buon grado. Le autorità indiane hanno deciso di presentare ricorso contro la decisione della WTO e di passare al contrattacco, denunciando a loro volta gli USA per aver violato le regole del commercio internazionale in 16 casi.

L’India può contare sul fatto di non essere l’unico Paese ad aver approvato misure protezioniste per avvantaggiare i produttori locali. La Cina e gli stessi Stati Uniti hanno messo in atto piano simili per sostenere l’industria nazionale delle rinnovabili. L’efficacia delle barriere commerciali è messa seriamente in dubbio dagli esperti del settore.

Secondo gli analisti il Paese di fabbricazione delle componenti fotovoltaiche ed eoliche è irrilevante. Per creare un mercato vitale e solido occorre sostenere e favorire la diffusione delle tecnologie più efficienti e competitive.

18 maggio 2016
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Usa
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