Puntare sul fotovoltaico potrebbe fruttare agli USA benefici per l’ambiente e per la salute pubblica pari a 400 miliardi di dollari all’anno. A rivelarlo è una recente analisi curata dal Lawrence Berkeley National Laboratory e dal National Renewable Energy Laboratory. Per ricavare vantaggi così consistenti la fetta di fabbisogno energetico coperta dal fotovoltaico dovrebbe raggiungere quota 14% entro il 2030 e quota 27% entro il 2050.

Lo studio ha scoperto che il parco fotovoltaico installato negli Stati Uniti sta già garantendo vantaggi economici che superano gli 1,5 miliardi di dollari all’anno. I ricercatori hanno analizzato il risparmio idrico e la riduzione delle emissioni di gas serra ottenuti grazie ai 30 GW di potenza fotovoltaica che risultavano installati negli USA alla fine del 2014.

Dall’analisi è emerso che il fotovoltaico ha permesso di abbattere le emissioni di gas serra di 17 milioni di tonnellate cubiche all’anno. Prendendo in esame i costi sociali del carbonio la quota di emissioni risparmiata ha evitato una spesa di 700 milioni di dollari all’anno. Gli analisti hanno scoperto che oltre la metà dei benefici ottenuti si deve alla riduzione delle emissioni in California.

L’energia solare ha ridotto anche l’inquinamento proveniente dalle centrali fossili, abbattendo le emissioni di zolfo, azoto e particolato sottile. Il risparmio conseguito ammonta a 890 milioni di dollari all’anno ed è imputabile al decremento delle morti premature e delle malattie causate dallo smog. In questo caso i benefici maggiori sono stati ottenuti negli Stati Uniti orientali. La regione detiene una concentrazione più alta di centrali a carbone e trae vantaggi maggiori dalla transizione al fotovoltaico.

Se gli Stati Uniti continueranno a promuovere il fotovoltaico centrando gli obiettivi della SunShot Initiative gli analisti stimano un’ulteriore riduzione delle emissioni di gas serra del 13% entro il 2030 e del 18% entro il 2050. Il contenimento dell’inquinamento mitigherà il riscaldamento globale, limitando i danni dei cambiamenti climatici, per un risparmio di 259 miliardi di dollari all’anno, pari a 2,2 centesimi di dollaro per kWh.

La riduzione delle emissioni di zolfo, azoto e particolato frutterà altri 167 milioni di dollari di benefici per l’ambiente e la salute pubblica, pari a 1,4 centesimi di dollaro per kWh. La riduzione delle polveri sottili salverà tra le 25 mila e le 59 mila vite all’anno.

Il fotovoltaico permetterà infine di tagliare i consumi idrici del 10% entro il 2030 e del 16% entro il 2050. A trarne i benefici maggiori saranno Stati come la California e il Texas, che godono di una buona esposizione solare e spesso devono affrontare periodi prolungati di siccità.

20 maggio 2016
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