I tagli agli incentivi decisi dal Governo Cameron stanno mettendo in ginocchio il mercato fotovoltaico britannico. A rivelarlo sono i dati sulle nuove installazioni di impianti fotovoltaici residenziali nel mese di febbraio e marzo diffusi dall’autorità energetica. Nel bimestre la nuova capacità installata si è attestata sui 21 MW a fronte degli 81 MW installati nello stesso periodo del 2015.

Un calo del 75% che supera le previsioni più pessimiste diffuse dagli addetti del settore nei mesi scorsi, a seguito dell’annuncio dei tagli agli incentivi, decurtati di ben il 65%. La misura è stata decisa dal Governo britannico per alleggerire gli oneri del fotovoltaico nelle bollette energetiche dei contribuenti britannici. Le politiche energetiche dell’amministrazione Cameron hanno lasciato interdetti gli ambientalisti e gli addetti dell’industria solare britannica, che hanno paventato tempi difficili per il fotovoltaico nel Regno Unito.

Oltre al calo delle nuove installazioni i tagli hanno condotto al fallimento decine di aziende solari, causando la perdita di migliaia di posti di lavoro nella filiera delle rinnovabili.

Anche l’opposizione si è mostrata critica nei confronti dei tagli ai sussidi al fotovoltaico. Lisa Nandy segretario per il clima e l’energia del governo ombra ha puntato il dito contro Cameron per il calo delle nuove installazioni registrato nell’ultimo bimestre:

Il Governo ha ignorato gli avvertimenti, togliendo il supporto a un’industria importante benché fosse consapevole della perdita di posti di lavoro e del calo negli investimenti che avrebbe causato la sua scelta. Questi dati sono una prova dei danni provocati dalla sua decisione.

Gli analisti della Solar Trade Association sperano che il mercato solare britannico riesca a superare questo momento difficile, puntando su soluzioni fotovoltaiche abbinate ad altre tecnologie per il risparmio energetico per attirare nuovi investimenti. Greenpeace è meno ottimista e accusa il Governo di ingannare i contribuenti sulle bollette più leggere. L’attivista Diana Vogtel si chiede:

Se abbassare le bollette è davvero una priorità delle nuove politiche energetiche perché i ministri stanno puntando sul nucleare, che ha costi astronomici e stanno togliendo i sussidi alle fonti energetiche più economiche?

11 aprile 2016
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