Fotovoltaico, UE: su concorrenza cinese aperta inchiesta ufficiale

L’Unione Europea indagherà ufficialmente sulla concorrenza cinese nel settore fotovoltaico. La comunicazione arriva oggi da Bruxelles, dove è stata aperta un’inchiesta sulle sospette procedure di “dumping” da parte dell’industria solare di Pechino. Accolta la denuncia presentata dal gruppo ProSun lo scorso 25 settembre, secondo la quale gli incentivi statali previsti in Cina altererebbero nella sostanza il normale andamento del mercato.

Sul fronte fotovoltaico ormai da mesi UE e Cina si confrontano sul tema della presunta concorrenza sleale di Pechino, dopo che un analogo capitolo era stato aperto nei mesi precedenti tra il colosso asiatico e gli USA. Negli Stati Uniti sono stati imposti già da marzo dazi commerciali al solare cinese a danno delle imprese solari statunitensi, mentre l’ipotesi di dazi sui pannelli cinesi in Europa un simile provvedimento è stata avanzata a partire dallo scorso maggio.

L’apertura da parte della Commissione Europea dell’indagine ufficiale sulla concorrenza cinese è stata motivata dallo stesso organo comunitario con l’adempimento degli obblighi di legge in caso di “denuncia motivata da parte di settore industriale europeo che fornisca delle prove che un prodotto esportato da uno o più paesi benefici di agevolazioni a danno dell’industria europea”.

La sentenza definitiva arriverà tra 13 mesi, mentre già ad agosto 2013 i Paesi UE potrebbero avere la possibilità di imporre dazi commerciali alle industrie fotovoltaiche cinesi. La Commissione renderà a quel punto noti i risultati preliminari delle sue indagini: qualora venissero giudicati sufficienti ad avvalorare i sospetti avanzati da ProSun, gli Stati membri potrebbero procedere nei quattro mesi successivi all’approvazione di misure economiche a protezione del settore.

8 novembre 2012
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