Nel corso del 2016 a livello mondiale sono stati installati nuovi impianti fotovoltaici per una potenza complessiva pari a 76,1 GW e un incremento del 50% rispetto a quanto registrato l’anno precedente. Una corsa trainata dalla Cina, con il 45% della quota globale, mentre agli Stati Uniti va assegnato il 19%. Percentuale decisamente più contenuta quella dell’Europa, che non arriva alla doppia cifra (9%).

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È uno degli argomenti di discussione affrontati in occasione del SolarPower Europe, incontro che si sta svolgendo in questi giorni a Bruxelles e che riunisce centinaia di aziende operanti nel settore. Si affronta il problema di una crescita che fin qui non ha espresso appieno le sue potenzialità e si cercano soluzioni efficaci da mettere in campo nel breve periodo.

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Una di queste potrebbe essere rappresentata dalla revisione dei dazi legati all’importazione di celle e moduli di provenienza cinese, così da favorire il mercato locale di installatori e operatori dediti alla gestione degli impianti.

Si invitano poi i governanti del Vecchio Continente a favorire la nascita delle “utenze prosumer”, ovvero quelle capaci di generare da sé l’energia occorrente a soddisfare il fabbisogno domestico, mediante la posa di pannelli sui tetti delle abitazioni e attraverso la dotazione dei sistemi di accumulo.

Ancora, un’altra strada da percorrere per ottenere benefici nel medio-lungo periodo è quella che passa dalla ridefinizione degli obiettivi da raggiungere a livello comunitario in tema di tema di fonti rinnovabili: l’invito è a innalzare la quota impostata come traguardo per il 2030, dal 27% al 35%.

L’importante riduzione dei costi dell’elettricità FV potrebbe favorire una ripresa: si è arrivati a circa 0,06 euro/kWh ed entro il prossimo biennio la cifra potrebbe essere ulteriormente dimezzata, stando alle previsioni di SolarPower, il che rende il fotovoltaico di gran lungo più conveniente degli altri sistemi per la produzione di energia. Infine l’Italia è tra i Paesi che potranno contribuire all’accelerazione insieme a Francia e Germania, per arrivare a chiudere il 2017 con il segno positivo.

8 marzo 2017
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