La ricerca sul fotovoltaico integrato negli edifici registra un importante progresso merito di un team italiano. I ricercatori dei Graphene Labs dell’Istituto Italiano di Tecnologia e del Polo Solare Organico Regione Lazio (Chose) dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata hanno ideato un nuovo modulo solare al grafene semitrasparente e stabile. La tecnologia potrà essere integrata facilmente nelle finestre delle abitazioni per produrre energia pulita a basso costo. Una soluzione “smart”, ideale per chi non può installare un impianto fotovoltaico sul tetto o in giardino.

Il progetto di ricerca è stato finanziato nell’ambito dell’iniziativa “Graphene Flagship”, sostenuta dalla Comunità Europea con stanziamenti per un 1 miliardo di euro in 10 anni. Nello studio descritto sulla rivista specializzata Nanoscale sono state utilizzate le celle solari dye sensitized (Dssc), integrate in un modulo di circa 50 centimetri quadrati. I ricercatori italiani hanno ottenuto due risultati importanti: il primo è aver realizzato il modulo solare più grande ricavato con questa tecnologia.

Il secondo traguardo raggiunto è un abbattimento record dei costi di produzione. I prezzi sono scesi di ben 10 mila volte grazie alla sostituzione del platino con il grafene, materiale versatile e nettamente più economico. L’integrazione del grafene nel pannello fotovoltaico è avvenuta spruzzando il materiale sotto forma di inchiostro tramite un processo semplice e rapido, che secondo gli scienziati può essere replicato facilmente anche su scala industriale. Come ha sottolineato Francesco Bonaccorso dell’Iit:

Il punto di forza del progetto è proprio la facilità di scalabilità a livello industriale e la semplicità con cui il grafene in forma di inchiostro può inserirsi in contesti industriali già esistenti, senza significativi investimenti in macchine o infrastrutture.

Il pannello fotovoltaico realizzato con il grafene mantiene un livello di efficienza in grado di competere con le tecnologie convenzionali. Il prossimo passo dei ricercatori italiani sarà l’individuazione di un elettrolita più adatto al grafene rispetto a quello impiegato nel modulo, a base di iodio-ioduro. Un progresso che consentirebbe di incrementare ulteriormente l’efficienza della tecnologia.

I ricercatori presenteranno i loro risultati e discuteranno delle prospettive del settore nel corso della conferenza Graphene 2016 in programma a Genova fino al 22 aprile. Il modulo al grafene e altre tecnologie all’avanguardia nel settore fotovoltaico potranno invece essere ammirate dal 7 al 9 giugno prossimo nell’ambito del Technology Hub ospitato dalla Fiera di Milano.

20 aprile 2016
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Prudenziati, mercoledì 20 aprile 2016 alle12:14 ha scritto: rispondi »

Di quali valori di efficienza stiamo parlando,se non si dichiarano i valori è tutto tempo perso.

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