Tesla si avvia a diventare una “energy company” per la fornitura di energie sostenibili. È in estrema sintesi il risultato della avvenuta fusione Tesla – SolarCity: una operazione da 2,6 miliardi di dollari (circa 2,3 miliardi di euro), secondo la cifra proposta da Elon Musk e approvata dal board di San Mateo, approvata nelle scorse ore dalle autorità californiane.

Per l’acquisizione di SolarCity da parte di Tesla è stato sufficiente il parere favorevole di due membri del CdA (Nancy Pfund e Donald Kendall Jr.: entrambi senza incarichi operativi in Tesla come in SolarCity); ad astenersi dalla votazione lo stesso Elon Musk, che possiede il 22% delle azioni SolarCity e il 19% di Tesla, Peter e Lyndon Rive (co–fondatori del marchio di Palo Alto nonché cugini di Musk), JB Straubel (dirigente tecnico in Tesla) e Antonio Gracias, investor in SpaceX.

Ogni azione SolarCity viene pagata 25,37 dollari da Tesla (leggermente meno del 26,5 – 28,5 dollari indicato da Musk). Il prossimo step riguarda eventuali nuove offerte (l’operazione resterà sul mercato per 45 giorni) e i pareri di SEC (la Consob statunitense) e degli azionisti Tesla e SolarCity, che dovranno votare il 14 settembre. L’acquisizione si concluderà, indicano i vertici di Tesla, verso l’ultimo trimestre 2016.

L’obiettivo delineato da Elon Musk con l’acquisizione di SolarCity è un nuovo tassello del maxi programma “Master Plan – Part Deux”, ovvero il progetto (anticipato nei giorni scorsi) che porterà Tesla in una seconda e più articolata fase della propria ancora giovane esistenza: nuovi modelli di auto elettriche, la piena operatività della nuovissima Gigafactory (il mega impianto nel deserto del Nevada, in fase di realizzazione insieme a Panasonic, per la produzione di batterie) e nuovi programmi nel settore dei sistemi di ricarica domestica (Powerwall e Powerpack).

Adesso Tesla si prepara ad assumere un inedito ruolo di fornitrice di energia ecosostenibile. È chiaro che il primissimo passo consisterà in un incremento nella fornitura di energia solare alla Gigafactory (SolarCity, fondata nel 2006, è oggi big player negli USA per produzione e installazione di pannelli solari); tuttavia, per il futuro la nuova utility potrà sviluppare un nuovo sistema di “autoalimentazione”, indipendente dalla “tradizionale” rete elettrica: un nuovo ricircolo di energie rinnovabili per clienti privati e aziende.

2 agosto 2016
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