Non si arrestano le polemiche in Gran Bretagna per il taglio degli incentivi al fotovoltaico domestico allo studio del Governo. Fin dal suo annuncio il piano è stato accolto dalle proteste delle associazioni delle rinnovabili, attirandosi forti critiche anche dagli ambientalisti. A protestare contro la decisione del Governo di tagliare gli incentivi al fotovoltaico nei giorni scorsi è stata l’associazione Friends of the Earth.

Secondo le stime degli ambientalisti il Governo non ha riflettuto abbastanza sulle ricadute della decisione a livello occupazionale. La riduzione degli incentivi destinati agli impianti fotovoltaici residenziali potrebbe costare la perdita di ben 20 mila posti di lavoro. Una contrazione del mercato del lavoro enorme e ancora più drammatica alla luce della disoccupazione dilagante in Europa.

La proposta del Governo è di ridurre di ben l’87% gli incentivi erogati agli impianti fotovoltaici domestici. Da gennaio del 2016 il sussidio passerà da 12,47 penny per kilowattora a 1,63 penny. Il taglio verrà applicato solo alle nuove installazioni.

Le conseguenze del taglio degli incentivi al fotovoltaico sulle nuove installazioni sarebbero drammatiche. Le stime parlano di oltre un milione di impianti in meno installati nei primi 5 anni di attuazione della riforma.

Secondo il Governo la revisione degli incentivi al fotovoltaico domestico è stata pianificata per tagliare i costi delle bollette, evitando che i sussidi alle energie rinnovabili pesino eccessivamente sui consumatori. Friend of the Earth fa notare che questa decisione causerà un rallentamento della diffusione delle energie pulite nel Paese. Dal 2016 al 2021, ogni anno verrebbero installati 1,1 GW in meno di potenza fotovoltaica.

Uno studio effettuato dal Dipartimento dell’Energia britannico ha rivelato che ogni MW di potenza fotovoltaica installata contribuisce alla creazione di 20 nuovi posti di lavoro. La conseguenza del taglio agli incentivi sarebbe dunque la perdita di 22 mila posti di lavoro.

Lo stesso Governo in passato ha ammesso che gli incentivi al solare domestico e alle altre fonti rinnovabili sono stati fondamentali per arginare la disoccupazione e sostenere la crescita economica, sin dall’inizio della crisi finanziaria. Gli ambientalisti invitano dunque i ministri britannici a rivedere il taglio agli incentivi.

La guerra ideologica portata avanti dal governo contro il solare mette a rischio migliaia di posti di lavoro e centinaia di attività produttive in tutto il Paese.

Per gli ambientalisti tagliare i fondi a una delle forme di energia più economiche e sostenibili sarebbe davvero un pessimo investimento per il futuro del Paese.

4 settembre 2015
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Immagini:
Lascia un commento